Veltroni a San Giovanni Cospea

di Fabio Toni

Walter Veltroni ospite della festa del circolo Pd ‘San Giovanni – Cospea’ di Terni. Giovedì sera l’ex segretario democratico ha presentato il suo ultimo romanzo ‘L’isola e le rose’, opera che rievoca la leggendaria piattaforma costruita a largo di Rimini tra il 1965 e il 1967. Durante la serata, organizzata presso gli spazi del Polis di via Montefiorino, Veltroni ha risposto alle domande del giornalista Rai Giuliano Giubilei. Non sono mancati spunti sull’attualità politica.

Populismo nemico del Paese «C’è il rischio di cadere di nuovo nella tentazione populistica, dando spazio a chi raccoglie applausi solo perchè urla – ha detto Veltroni -. La speranza è che l’Italia in questa fase non si affidi al populista di turno, di qualunque colore sia. Mi fa ben sperare il voto olandese che ha smentito le ‘cassandre’, dando ampi consensi ai due principali partiti filo-europei».

Monti e Berlusconi «Grazie a personalità come il premier, Draghi e Napolitano, siamo usciti da un incubo. Berlusconi ha governato fino a poco meno di un anno fa, dovremmo ricordarcelo. Con lui, non potevamo mettere piede in Europa. Oggi è tutto diverso e credo che Monti sia un ‘numero uno’ in fatto di autorevolezza. Di Berlusconi, quando ero sindaco di Roma, ricordo alcuni incontri a palazzo Chigi in cui il premier sembrava lo studente interrogato in ‘Ecce bombo’ di Moretti. Non conosceva le cifre e spesso le sparava a caso. Non si può più tornare a una roba del genere, a quel clima da gita scolastica perenne».

Legge elettorale «Stiamo per andare al voto senza sapere con quale legge elettorale, quali schieramenti e quale leader. Poi ci lamentiamo dell’antipolitica. C’è poco tempo per trovare la strada. Sarebbe uno scandalo non fare una nuova legge elettorale. Monti sta salvando il Paese sul piano economico e l’unico vero compito della politica in questa fase, ovvero riformare la legge elettorale, non è stato ancora realizzato. A suo modo è una situazione drammatica».

Renzi Al sindaco di Firenze che aveva affermato «Veltroni ha avuto più successo come scrittore che come politico», l’ex segretario del Pd risponde inizialmente con ironia: «Non c’è problema, è comunque un complimento». Poi si fa più serio: «Fatico a rispondere a Renzi perché la sua affermazione fa parte di un certo gergo della politica italiana in cui non mi riconosco. Non solo non è nelle mie corde, ma poi penso che siamo anche dello stesso partito… che bisogno c’è di fare tutto ciò? Non mi sono mai sottratto dal confronto politico e lì ho sempre rispettato tutti. Purtroppo in Italia si vive di botta e risposta. C’è chi sta a questo gioco e chi invece, la sera, preferisce andare a letto sereno. Io faccio parte di questa seconda categoria».