A Gubbio il consigliere comunale Luigi Girlanda ha espresso la volontà di introdurre una figura maschile all’interno della commissione pari opportunità ricevendo un secco no. La vicenda tuttavia oltre che in Consiglio comunale si sta diffondendo in città, dopo che la Commissione pari opportunità, ha fatto presente la propria posizione all’interno della prima Commissione consiliare. Ha successivamente spiegato le ragioni della propria posizione attraverso una nota stampa, con la quale non soltanto ha spiegato le ragioni della nascita della commissione, come il fatto che non sia stata frequentata da uomini nonostante non fosse preclusa la loro presenza, ma ha anche ricordato le conquiste di quest’organismo per le donne del territorio. Infine – fatto che attira particolarmente l’attenzione – la Commissione denuncia un clima in Consiglio Comunale oltre che di gender gap, e quindi ridotta presenza di donne e divario salariale, anche «espressioni irrispettose e svalutanti”.

La proposta di introdurre una componente maschile all’interno dell’organismo, sarà discussa in occasione del prossimo Consiglio comunale.  La questione è stata discussa nei mesi scorsi in seno alla Commissione pari opportunità ed il relativo motivato parere negativo espresso dalla maggioranza delle componenti è stato trasmesso alla Giunta comunale ed al segretario generale.

«La proposta – recita la nota della Commissione –  presentata dal Consigliere comunale Luigi Girlanda, interviene su un organismo istituito a Gubbio nel 1996, nato con uno scopo preciso e inequivocabile: la promozione di condizioni di effettiva parità tra uomini e donne e la rimozione di quegli ostacoli strutturali, culturali ed economici che costituiscono discriminazione diretta o indiretta nei confronti delle donne». Si legge ancora: «Sin dalle origini, nei primi due anni in cui il regolamento non precludeva la partecipazione di uomini, è stata riscontrata la totale assenza di adesioni maschili, a conferma del fatto che la spinta e l’impegno su questi temi sono sempre stati sostenuti dalle donne».

Ricorda poi «un esempio concreto di questa azione vigile e propositiva sul territorio, è stata la risoluzione delle problematiche relative al consultorio e alla carenza del personale ginecologico».

La commissione parla oggi di realtà «segnata da profonde disparità tra cui il fatto che le cariche politiche siano ricoperte da pochissime donne, il divario salariale (cd. gender pay gap), il part -time femminile involontario, il lavoro di cura non retribuito a carico delle donne, servizi di welfare e asili nido inadeguata». E «stigmatizza il metodo con cui si è giunti a questa proposta di riforma, elaborata senza consultare minimamente l’organismo e in palese spregio della sua autonomia».

«Tale mancanza di ascolto – ancora la nota – si riflette purtroppo anche nel clima del Consiglio comunale, dove non di rado si assiste a espressioni irrispettose e svalutanti nei confronti delle donne che rivestono ruoli pubblici e istituzionali, episodi registrati persino da parte del gruppo proponente della modifica regolamentare nei confronti dell’Assessora alle Pari Opportunità. Simili atteggiamenti dimostrano come la maturità politica e culturale per una modifica così radicale non sia attualmente stata raggiunta».

Ancora: «Una qualche idea di democrazia partecipativa avrebbe fatto presupporre l’esigenza di un coinvolgimento iniziale per avviare un percorso insieme». La nota conclude: «Si auspica che il Consiglio comunale sappia riconsiderare la portata di questo ordine del giorno e coinvolgere la Commissione Pari Opportunità in un eventuale futuro percorso condiviso di modifica del regolamento»

Giornalista dal duemila, ha lavorato per il Messaggero e Reuters. Ha fondato e diretto la rivista Artico, i quotidiani Giornale del Cilento e Umbria24. Ha svolto a lungo attività di freelance anche come videoreporter. Impegnato nel campo della formazione al giornalismo digitale e multimediale.