Sul turismo è botta e risposta tra il centrodestra in consiglio regionale e l’assessora Simona Meloni. Al centro ci sono «i dati di luglio del ministero del Turismo, raccolti attraverso il sistema “Alloggiati web” della Polizia di Stato», che per l’opposizione di palazzo Cesaroni rappresentano «un campanello d’allarme che la giunta Proietti non può permettersi di ignorare», perché a luglio «l’Umbria è l’unica regione col segno negativo per arrivi in calo del 3,7 per cento e presenze (pernottamenti, ndr) dell’0,1 per cento».
A stretto giro la replica di Meloni secondo cui quei dati «possono risentire dei tempi di trasmissioni delle schede da parte dei gestori delle strutture e per una fotografia più definitiva dell’andamento di luglio occorrerà attendere i dati dell’Osservatorio turistico regionale e dell’Istat». Nel frattempo, dice l’assessora, «i dati ufficiali del ministero collocano l’Umbria al secondo posto in Italia per crescita degli arrivi turistici, subito dopo la Calabria, raccontando una regione attrattiva e un settore che continua complessivamente a crescere». Per Meloni, comunque, «destagionalizzazione e internazionalizzazione» restano le priorità.
Il botta e risposta è stato innescato dagli otto consiglieri di centrodestra (Donatella Tesei ed Enrico Melasecche della Lega; Eleonora Pace, Paola Agabiti e Matteo Giambartolomei di Fratelli d’Italia; Laura Pernazza e Andrea Romizi di Forza Italia e Nilo Arcudi della civica Tesei presidente e Umbria civica), secondo i quali il «dato di luglio non può essere minimizzato, soprattutto se confrontato con il percorso compiuto negli anni precedenti».
Nel mirino dell’opposizione è finito anche l’aeroporto di Perugia, «il cui rilancio – dicono – è stato uno degli assi della strategia della precedente legislatura: la giunta Tesei ha destinato 10 milioni di euro al piano di sviluppo dell’aeroporto, a cui nel 2024 si è aggiunto un ulteriore intervento da 6,8 milioni di euro per l’ampliamento e l’adeguamento dello scalo» al fine di «raddoppiare la capacità di transito e consentire di arrivare all’obiettivo di un milione di passeggeri annui».
Quindi lo sprone e l’attacco politico di Lega, FdI, Fi e civica: «Per raggiungere questo traguardo è necessario completare le opere già finanziate, dare piena attuazione agli investimenti e proseguire il lavoro avviato nella precedente legislatura. A un anno e
mezzo dal suo insediamento, la sinistra non ha messo in campo alcuna strategia all’altezza delle opportunità che ha ereditato e rischia di lasciare fermi investimenti e progetti già finanziati».
Meloni dal canto suo ha detto di «accogliere con soddisfazione i dati del ministero che collocano l’Umbria al secondo posto in Italia per crescita degli arrivi turistici, ma anche con responsabilità, perché sappiamo che nel turismo nessun risultato può essere considerato acquisito e che migliorare servizi, accoglienza e competitività richiede un lavoro quotidiano».
Dall’assessora è poi arrivata la replica politica: «Non possiamo accettare – ha detto – una lettura con due pesi e due misure, perché se emerge una criticità temporanea, dalla sanità alle infrastrutture fino ai flussi turistici, la responsabilità viene immediatamente attribuita all’attuale amministrazione, ma se arrivano risultati importanti, record di presenze o primati nazionali, questi diventano improvvisamente ed esclusivamente merito di chi c’era prima».
Sul mese di luglio, poi, Meloni ha detto che «le prime informazioni in nostro possesso indicano per luglio un trend che va analizzato seriamente», perché «il mercato italiano mostra una sostanziale tenuta e cresce la permanenza media nelle strutture, mentre la maggiore sofferenza riguarda gli arrivi dall’estero» e sul punto «siamo già al lavoro», nonostante «uno scenario nazionale e internazionale più complesso». Dopodiché, conclude l’assessore, «se luglio evidenzierà un calo, lo analizzeremo, ne individueremo le cause e lavoreremo per intervenire esattamente come rivendichiamo i risultati positivi quando arrivano, in base a un metodo che riteniamo serio e rispettoso degli operatori e dei cittadini».
