«Siamo al collasso, ogni giorno visitiamo 150 persone che aspettano anche diverse ore, il personale è all’esasperazione e con i fondi di cui disponiamo fra poco non si potrà più fare ricerca, senza contare il problema del ‘burn out’, con medici che entrano in ambulatorio alle 8 di mattina per uscirne alle 7 di sera». Sono parole forti quelle usate da Fausto Roila, che coordina la Rete oncologica regionale dell’Umbria, durante l’audizione davanti alla commissione Sanità del Consiglio regionale in occasione della “Giornata Mondiale contro il cancro”. «In questa condizione – ha aggiunto Roila – non posso criticare qualcuno ma è un dato di fatto che ciò che era un gioiello sta andando allo sfacelo».
Le audizioni Oltre a Roila, ascoltati i responsabili dello screening oncologico di Usl Umbria 1, Donata Giaimo, e Usl Umbria 2, Rosa Corvetti e il presidente del Gruppo italiano screening del Cervicocarcinoma (Gisci), Basilio Ubaldo Passamonti. Per il Registro tumori umbro di popolazione audito il direttore Fabrizio Stracci. Un contributo anche dal Servizio Prevenzione, sanità veterinaria e sicurezza alimentare della Regione Umbria, con il responsabile Alessandro Maria Vestrelli, accompagnato da Stefania Prandini e Paola Casucci. Ha il referente scientifico onorario della Rete oncologica regionale Maurizio Tonato. Lo scopo di queste audizioni è, secondo i Commissari, «giungere a una proposta politica che rafforzi la rete oncologica regionale e riaffermi l’importanza strategica del Registro tumori».
Screening Per quanto riguarda lo Screeening oncologico è emerso che oltre l’80 per cento delle donne ha partecipato al percorso di prevenzione del tumore della cervice e della mammella, grazie anche al laboratorio unico per i due tumori che l’Umbria ha istituito per prima fra le regioni italiane e che le dà il primato nella capacità diagnostica, quasi doppia rispetto alle altre. Più bassa la partecipazione dei cittadini allo screening gratuito del colon retto per la ricerca di sangue occulto nelle feci attraverso un kit fai da te che viene inviato per posta a chi ha superato i 50 anni: anche per il fatto che si tratta di una misura più recente, la percentuale di adesione non raggiunge il 60 per cento.
Registro tumori Tutti i presenti hanno rimarcato l’importanza del Registro tumori, sia per non perdere il know how raggiunto che per verificare l’efficacia stessa delle azioni in materia di prevenzione oncologica. «Il controllo di quello che si fa è importante – ha detto Fabrizio Stracci – occorre trovare gli strumenti per farlo meglio, in maniera ancora più mirata. Ad esempio dovremmo fare di più per capire come mai in alcune zone dell’Umbria c’è un’alta incidenza di cancro gastrico. Il registro tumori evidenzia dinamiche che altrimenti non potrebbero essere percepite; pensiamo al tumore della cervice: da noi la mortalità è fra le più basse, anche in caso di positività le persone risolvono con intervento poco invasivo in endoscopia ma l’aumento di incidenza che si verifica per questo tumore è dovuto all’arrivo di persone provenienti da altri Paesi, ad esempio la Romania, dove non c’è alcuno screening. Lo hanno fatto qui, ma tardi, e questo ha nascosto il reale buon risultato dello screening. Ecco a cosa serve il Registro tumori, svolge un servizio importante alla parte clinica e alla valutazione».
De Luca: «Potenziare le strutture» De Luca sottolinea come «ci sono dati allarmanti anche in Umbria: ogni anno 7 mila nuovi casi e 3 mila morti. La politica a livello regionale può e deve fare molto di più. Occorre innanzitutto potenziare le strutture. Ci sono reparti oncologici in aree a forte incidenza di queste patologie in alcuni casi totalmente inadeguati in cui medici e infermieri sono costretti ad operare. Occorre poi una maggiore collaborazione con l’Università di Perugia e con altri soggetti di rilevanza nazionale per avviare quegli studi epidemiologici che vadano ad individuare le cause ambientali all’origine di queste patologie. Lo chiediamo da molto, troppo tempo. A tal fine occorre con urgenza potenziare le risorse del Registro dei tumori umbro la cui attività è oggi a rischio a seguito dei tagli recentemente subiti: si è passati da una convenzione triennale con l’Università ed una spesa di 380 mila euro annui, ad un rapporto annuale con impegni rimodulati a 180mila euro, con un drastico taglio delle risorse umane che passano da 16 a 5. Rischiamo di perdere davvero un’eccellenza nel campo della epidemiologia descrittiva che è determinante nell’individuare la presenza di fattori di rischio locali, una componente fondamentale nella prevenzione dei tumori e nel campo della ricerca».
Peppucci: «Sistema più efficiente» Il consigliere regionale Francesca Peppucci (Lega) sottolinea l’ intenzione di «collaborare per andare incontro alle esigenze dei cittadini e garantire un sistema sempre più efficiente, che sia funzionale alla salute dei paziente e a coloro che operano quotidianamente in questi ambiti. La ricerca è fondamentale al fine di trovare nuove terapie che possano prevenire e curare il cancro». Il consigliere Thomas De Luca (M5S) annuncia invece la presentazione di una interrogazione sul Registro dei tumori umbro per sapere «se la nuova Giunta vorrà o meno salvaguardarlo». Per De Luca «il Registro dei tumori è a rischio per il taglio dei fondi e la politica regionale deve essere unita per salvaguardare un’eccellenza nazionale».
Coletto: «Servizi verranno ripristinati» L’assessore regionale alla Salute, Luca Coletto in una nota sottolineando come quella descritta sia «una fotografia della realtà che abbiamo ereditato. Di certo – aggiunge – lavoreremo affinché servizi di grande eccellenza e fondamentali per la salute di tutti i cittadini vengano ripristinati». Sottolineando l’importanza della prevenzione per la lotta ai tumori, l’assessore ricorda di «aver voluto prevedere nel Patto della Salute, che presto ci auguriamo si converta in legge, l’abbassamento dai 50 ai 40 anni dell’età delle donne inserite nel percorso gratuito di screening mammografico, visto i casi sempre più frequenti di donne sotto i 50 anni affette da patologia tumorale al seno». Per quanto riguarda il Registro dei tumori «siamo consapevoli – dice – dell’importanza del servizio anche per verificare le azioni sul fronte della prevenzione oncologica e, a breve, firmeremo la convenzione per far ripartire l’attività. Proprio per non disperdere questo grande valore, abbiamo fatto vari incontri finalizzati a garantire la continuità del servizio. Inoltre, visto che il Registro dei Tumori umbro è in convenzione con l’Università, nell’ambito delle azioni previste dal Memorandum firmato nei giorni scorsi, si potrà inserire anche la questione del Registro che, pur essendo tra i primi – se non il primo a livello nazionale – con una strutturazione d’eccellenza, nella passata legislatura è stato abbandonato e non più rifinanziato.».
