L'ospedale di Perugia (foto U24)

«Occorre che, tutti insieme, si passi dalle parole ai fatti e si ridisegni la Rete oncologica regionale, non sulle carenze organizzative della sola Oncologia medica perugina, ma di tutte le strutture coinvolte che, forse, hanno carenze di personale e strumentazioni maggiori». A dirlo, in un comunicato congiunto, i professori Antonio Rulli (direttore della Chirurgia generale e oncologica di Perugia), Angelo Sidoni (Anatomia e Istologia patologica) e Cynthia Aristei (Radioterapia oncologica). La presa di posizione dei tre professionisti arriva dopo l‘audizione, nei giorni scorsi in consiglio regionale, del coordinatore della Rete oncologica regionale dell’Umbria, il professor Fausto Roila, il quale ha denunciato il «collasso» di quest’ultima. Parole dopo le quali l’assessore alla Sanità Luca Coletto ha promesso che i servizi saranno ripristinati.

ROILA: «RETE ONCOLOGICA AL COLLASSO»

Lo scontro La forte presa di posizione tratteggia uno scontro fra i primari: «Mai – scrivono – avremmo potuto immaginare che, nel 2020, vi potesse essere una rappresentazione così semplicistica di quella che dovrebbe essere la Rete». Un organismo che, secondo i tre firmatari, «in 12 anni dalla sua costituzione, non ha brillato per attivismo», mentre «la sua direzione è stata appannaggio politico degli oncologi medici».

Rimboccarsi le maniche «Dopo quello che abbiamo subito nel 2019 per lo scandalo della sanità è venuto il momento, per tutti – dicono Rulli, Sideoni e Aristei – di rimboccarsi le maniche, parlare poco e costruire molto: assistenza di qualità, formazione dei giovani che potrebbero avere la possibilità di essere assunti prima del termine del corso di specializzazione e, soprattutto ricerca. Il professor Umberto Veronesi ripeteva sempre che “si cura meglio dove si fa ricerca”». «Operatori sanitari, docenti e politici – scrivono ancora nel comunicato – dovrebbero loro stessi fare ‘rete’. Questo è il messaggio che vogliamo inviare alla classe dirigente, politica e universitaria, come medici che tutti i giorni combattono per continuare a offrire ai propri pazienti prestazioni di un elevato standard qualitativo».

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