di Dan.Bo.
Più che una pace, una tregua armata. Martedì pomeriggio il consiglio regionale ha approvato all’unanimità la risoluzione, presentata qualche ora fa da Fratelli d’Italia, con cui vengono messi sul tavolo dieci punti per «cambiare passo» nella gestione dell’emergenza sanitaria. Il decalogo, in mattinata, era stato fatto proprio dalla presidente Donatella Tesei che aveva mostrato semaforo verde: «Le azioni indifferibili in sanità – ha detto – non le chiede solo un pezzo di maggioranza, ma tutta la maggioranza, l’intera giunta e io in primis».
L’atto Presentando il documento Squarta e Pace avevano battuto sui concetti già espressi alcune ore fa: «Siamo stati chiamati a ricostruire. E per questo – ha detto Pace – abbiamo presentato questa mozione, che contiene una serie di proposte scaturite dall’ascolto e dalle audizioni, dalle visite negli ospedali e dal confronto con le associazioni di volontariato. Il cambio di passo da passo della giunta è necessario e l’inerzia è un lusso che possiamo permetterci». Detto questo, «il nostro senso di responsabilità non è in discussione così come la nostra libertà da ogni condizionamento». Squarta ha parlato poi di «spirito costruttivo», sottolineando le difficoltà di sanitari, disabili, famiglie, studenti e mondo del commercio.
SPOLETO, SFIDUCIA AL SINDACO DI PD, LEGA E FDI
La Lega Dai banchi della Lega invece il capogruppo Stefano Pastorelli ha difeso l’operato della giunta senza affondare alcun colpo contro gli alleati. Ricordando il lavoro fatto negli ultimi mesi con le altre istituzioni, dal governo alle autorità sanitarie, Pastorelli ha sottolineato che «l’Umbria non è mai stata autoreferenziale, né arrogante». «Ricordo a chi chiede cambi di passo e velocità – ha aggiunto – che partivamo da una situazione di 59 posti di terapia intensiva e che, sulle assunzioni, abbiamo trovato una regione che ha perso molti professionisti». Ma se in aula la seduta e il voto sono scivolati via senza pericolosi incidenti, a far risalire la tensione ci ha pensato il segretario della Lega Virginio Caparvi, che stavolta non replica in modo blando accusando FdI di essere stata «filogovernativa» quando si trattava di incassare le nomine nelle partecipate regionali.
NELLE PARTECIPATE MA NON IN GIUNTA: IL NODO DI FDI
Caparvi «Dopo l’ennesimo zelante comunicato stampa di FdI – dice Caparvi – non possiamo che prendere atto di una bizzarra consuetudine che vede una forza di maggioranza preferire la stampa al dibattito interno. Tutto ciò in barba al “proverbiale senso di responsabilità” che i patrioti nostrani predicano ma non praticano». «Il momento difficile – aggiunge – impone scelte coraggiose e non ammette giochi di forza tra chi è chiamato a guidare l’Umbria. L’affannosa ricerca del consenso non può e non deve distrarci dalle quelle urgenze le quali, prima ancora che innescate dai fatti degli uomini, ovvero da una sanità umbra indebolita da decenni di tagli, attengono alla fatalità di un virus che tiene fermo un pianeta da quasi un anno». Insomma, da una parte il voto favorevole in aula, dall’altra l’affondo del segretario a testimonianza di una tregua armata.
ZAFFINI: «NON SIAMO DISPOSTI A VIVACCHIARE»
Il Pd Durante la seduta inoltre sono state respinte due proposte di risoluzione presentate da Pd, M5s, Patto civico e Misto sulla gestione dell’emergenza e su ristori e bonus per le famiglie. Illustrando il primo atto il capogruppo pd Tommaso Bori ha detto che «serve invertire la rotta altrimenti saremo gli untori d’Italia». «Per voltare pagina – ha sostenuto – vanno riconosciuti gli errori, smettere con lo scaricabarile e cambiare passo di marcia. La prima ondata è andata bene nonostante voi, la seconda e la terza sono andate male a causa vostra. La minoranza è stata propositiva fin dall’inizio ma le nostre proposte sono state sempre inascoltate». Bori ha parlato della necessità di assunzioni, di velocizzare la campagna vaccinale, un piano straordinario per le liste di attesa («abbiamo dimezzato l’accesso agli screening oncologici e alle diagnosi»).
Ristori Quanto alla seconda risoluzione, la dem Simona Meloni aveva chiesto ristori per le attività colpite dalla nuova chiusura, bonus per le famiglie, bonus baby sitter e congedi parentali: «Servono da parte di tutti – ha detto – decisioni difficili e coraggiose, una responsabilità che dobbiamo assumerci». Punti, quelli relativi al bonus baby sitter, sui quali l’assessore al Bilancio Paola Agabiti ha spiegato che si sta lavorando: «Stiamo studiando – ha detto – nuovi strumenti da offrire alle famiglie per conciliare i tempi di vita e di lavoro. Prevediamo un contributo straordinario per le famiglie, da realizzare nel breve periodo, per servizi di baby sitter e voucher famiglia».
Twitter @DanieleBovi
