Un picco di ricoveri atteso ai primi di dicembre che impone di attuare il “piano di salvaguardia” perché quello attuale potrebbe non bastare. La presidente Donatella Tesei è intervenuta durante la seduta dell’Assemblea legislativa, chiedendo collaborazione contro «l’unico nemico comune, il virus». Stesse parole ripetute dal capogruppo Pd, Tommaso Bori, intervenuto in assenza del portavoce dell’opposizione Paparelli e che ha raccolto la sfida a fare fronte comune. Dopo questi due interventi la seduta è stata sospesa dalla vicepresidente Paola Fioroni per consentire un confronto tra le parti politiche sui contenuti di due risoluzioni proposte da maggioranza e minoranza. E alla fine è stata approvata all’unanimità la risoluzione unitaria che impegna l’Esecutivo e l’Assemblea legislativa dell’Umbria ad un «lavoro comune contro un nemico comune» per affrontare e superare l’emergenza sanitaria Covid-19.
Misure non allentano pressione «La pressione sugli ospedali è enorme – ha detto Tesei -. Tutto il Paese sta scivolando dal giallo verso l’arancione e il rosso. Le misure di contenimento attuate, e l’Umbria è stata una delle più severe, non riescono a rallentare la pressione sugli ospedali, che la nostra sanità aveva il compito di potenziare al massimo in seguito al ‘decreto rilancio’: erano previsti 127 posti di terapia intensiva e 62 di semi-intensiva come obiettivo per l’Umbria. La nostra sanità ha dato il via a questo programma, ora siamo allo step 4 del piano di potenziamento».
Piano di emergenza Ma, nonostante ciò, ha detto Tesei, «il nostro piano di contenimento potrebbe non essere sufficiente ad affrontare il picco di ricoveri, previsto per i primi giorni di dicembre». Perciò si lavora all’ormai noto ‘Piano emergenziale di salvaguardia’. «Esso – ha chiarito Tesei – dovrà aumentare di ulteriori 150 posti le degenze ordinarie e di 40 le terapie intensive e garantire uno spazio di salvaguardia nelle terapie intensive in caso di picchi giornalieri. Il primo tassello di questo piano è l’ospedale militare, che garantirà ulteriori 34 posti Covid e 3 di terapia semi intensiva. Dovrebbe essere operativo da domani. L’ospedale da campo della Regione Umbria sarebbe potuto già essere realizzato ma la ditta che si è aggiudicata il bando proponendo la realizzazione dell’opera in dieci giorni ha dichiarato di non essere in grado di farlo. L’affidamento è stato revocato, il secondo concorrente garantirà la realizzazione dell’ospedale da campo in 25 giorni. La struttura garantirà 12 terapie intensive e 10 posti di degenza Covid».
Misure uniformi Rispetto alla zona arancione, «già due settimane fa – ha dichiarato la presidente – le Regioni avevano chiesto misure di supporto per il contenimento. Tutti i presidenti della Regioni cercano di supportare il Governo per adottare le decisioni migliori. Erano state chieste misure forti ma unitarie su tutto il territorio nazionale, visto che la tendenza esponenziale riguarda tutti i territori. Oggi sono i medici e gli scienziati che chiedono misure di contenimento nazionali».
L’appello all’unità Sui rapporti con l’opposizione, Tesei si è detta «amareggiata di aver subito altre due settimane di insulti e attacchi mentre mi si chiedeva una collaborazione istituzionale». Ma nonostante ciò «resto disponibile – ha sottolineato – al dialogo e al confronto. Chiedo a tutti un salto di qualità nelle nostre interlocuzioni: gli umbri voglio risposte che noi stiamo cercando di dare. Dobbiamo fare appello a tutti i cittadini: rispettiamo i comportamenti anti Covid, tuteliamo gli anziani, chiediamo ai giovani di avere un forte senso di responsabilità. Il passaggio alla zona arancione comporterà dei cambiamenti. Avremo un‘attenzione particolare per le aziende che dovranno affrontare le chiusure».
Bori: «Pronti a fare nostra parte» Bori nel suo intervento ha raccolto l’invito. «Dobbiamo lavorare insieme il più possibile – ha detto -, serve grande senso di responsabilità. In questa Aula non ci sono nemici ma avversari politici, il cui nemico comune è il virus. Chiediamo di riporre le tentazioni di fanatismi, dobbiamo capire che il nostro sistema sanitario regionale è sotto stress e sotto organico, a rischio di un collasso che non è distante nel tempo, perché non si sa se potrà reggere questa seconda ondata». Quindi «niente polemiche politiche, troviamo posizioni comuni». Il capogruppo Pd ha ricordato anche le cose che non vanno. «I posti Covid non sono un ampliamento ma sono una riconversione, si tolgono posti letto ad altro e comunque il tasso di saturazione è molto alto. Il sistema di tracciamento è andato in tilt. Non si può fare polemica su questo, dobbiamo uscirne insieme. Servono risposte per la gestione della rete di emergenza-urgenza. Dobbiamo su questi temi trovare punti di convergenza, noi faremo la nostra parte. C’è necessità di misure urgenti, straordinarie e forse impopolari, le troppe attese rischiano di creare una crisi economica e sociale che si scaricherà sulle spalle dei più deboli. Serve un investimento, un potenziamento di organici, mezzi e strutture. Questa è la sfida che dobbiamo saper cogliere insieme».
Ok tregua Alla ripresa dei lavori i consiglieri Eleonora Pace (FdI) e Tommaso Bori (Pd) hanno illustrato per conto di maggioranza e minoranza la proposta di risoluzione unitaria firmata da tutti i capigruppo dell’Assemblea legislativa. Nel dibattito sono intervenuti i consiglieri: Pastorelli (Lega), Fora (Patto civico), Bianconi (Misto), Bettarelli e Porzi (PD), De Luca (M5S). Pace ha spiegato che nel documento «si accoglie l’appello della presidente Tesei e di tutte le forze politiche presenti in Aula a mettere in campo ogni sforzo possibile per un lavoro comune contro un nemico comune, nell’unico e esclusivo interesse di tutta la comunità umbra, richiamando tutte le forze politiche ad un univoco senso di responsabilità». Nel concreto, si invita a proseguire il lavoro nel rafforzamento degli organici delle strutture ospedaliere e dei servizi socio sanitari territoriali e si ribadisce l’impegno a stimolare e sostenere l’azione regionale per mettere in campo risorse per supportare economicamente e socialmente il tessuto produttivo e ogni possibile intervento per cittadini, famiglie, associazioni e imprese. Si conferma «l’impegno per tutelare tutti i cittadini umbri, a partire da coloro che appaiono più fragili e indifesi a partire dai disabili che usufruiscono dei centri diurni e gli anziani nelle Rsa». Bori ha ricordato che «la firma dei gruppi di opposizione a questo documento dimostra la volontà di aprire una fase nuova rispetto al dibattito interno a quest’Aula. Speriamo di poter dare un contributo che ci veda tutti uniti in una battaglia per la nostra comunità. Vogliamo alzare il livello del dibattito, riportando lo scontro politico a confronto istituzionale. Oggi siamo ad un punto di svolta, a un cambio di marcia. La risoluzione è un punto di sintesi, uno sforzo comune che non vede qui nessun nemico, ma avversari politici che hanno una sfida comune, contro un nemico vero che è la pandemia».
Squarta «L’Umbria è la prima regione d’Italia ad aver messo da parte le polemiche – dichiara il presidente dell’Assemblea Marco Squarta -. Il Consiglio che ho l’onore di presiedere ha dato prova di straordinaria unità e serietà. Siamo uno straordinario esempio di collaborazione. E’, questo, un modo di affrontare la battaglia contro la pandemia da Coronavirus che dovrebbe seguire tutta Italia. In questo drammatico momento il Paese deve sforzarsi di ritrovare lo spirito di unità». Secondo l’esponente di Fratelli d’Italia «l’Umbria sta reagendo all’emergenza esattamente come le altre regioni. E’ per questo motivo – si legge in una nota di Squarta – che l’attenzione deve essere massima da parte di tutti come d’altronde lo spirito di unità. Prosegue il comunicato: «Percepisco rabbia, con ogni probabilità dettata dall’instabilità e dalla preoccupazione. In questa fase, però, non possiamo permetterci di affrontare anche un’emergenza sociale».
