di Chiara Fabrizi
C’è l’accordo tra Pd, Lega e Fratelli d’Italia per far cadere il sindaco di Spoleto Umberto De Augustinis in piena pandemia. L’ufficialità arriverà mercoledì mattina quando, come confermano ufficiosamente più fonti dei vari partiti, sarà depositata in Comune la mozione di sfiducia che in calce porta le firme di 15 consiglieri, ossia oltre la maggioranza assoluta (13) necessaria per l’approvazione dell’atto.
Si tratta della seconda sfiducia in meno di un mese per il primo cittadino e magistrato di Cassazione con cui nell’estate del 2018 il centrodestra ha conquistato il municipio per una manciata di voti, circa ottanta. Salvo sorprese sulla soglia del municipio, dunque, sembra destinata a concludersi anticipatamente l’esperienza da amministratore comunale di De Augustinis. A scoprire la carte ieri mattina era stata la consigliera Maria Elena Bececco, che non ha firmato l’atto dei 15 né quello analogo almeno nella finalità depositato tre settimane fa dai dieci dissidenti di cui sette di maggioranza: lei con una nota stampa ha parlato di una nuova mozione che rappresenta «uno schiaffo per Spoleto». Giovedì in aula era segnata all’ordine del giorno la sfiducia presentata il 15 gennaio che sarà ritirata e non aveva i numeri per l’approvazione: era firmata da dieci consiglieri, ma non dal Pd e di voti per il via libera ne servono 13. La nuova mozione, invece, dovrà essere calendarizzata in aula non prima di dieci giorni e non oltre 30 dalla sua presentazione, così come previsto dal Tuel, con il timing che imporrebbe la convocazione della seduta dedicata tra il 20 febbraio e il 12 marzo per votare la nuova sfiducia. Sempre che De Augustinis non si dimetta prima.
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