di Ivano Porfiri
«Preoccupata della maggioranza? Forse sarà più interessante capire cosa sarà dell’opposizione». La stoccata di Catiuscia Marini durante la conferenza stampa di fine anno va pungere il centrodestra nei giorni del suo travaglio massimo, forse, dal 1994 a oggi. Il Pdl va in frantumi a Roma e anche in Umbria i protagonisti locali vanno via via lasciando la casa madre e accasandosi in nuovi soggetti politici.
Fratelli d’Italia La prima scossa forte arriva dalla nascita di «Fratelli d’Italia – Centrodestra nazionale» di Ignazio La Russa, Giorgia Meloni e Guido Crosetto. Il giorno dopo l’accordo prendono la strada del movimento primi calibri come i consiglieri regionali Andrea Lignani Marchesani e Alfredo De Sio, che si sono dimessi rispettivamente da vice coordinatore provinciale vicario di Perugia e coordinatore provinciale di Terni del Popolo della libertà. Il secondo ha aderito ufficialmente.
Lignani lascia «Continuo a credere nel centrodestra – afferma Lignani -, ma è necessario un diverso progetto che guardi al futuro e oltre la contingenza elettorale; che da un lato marchi la differenza con il governo tecnico delle tasse, ma dall’altro sappia camminare con gambe proprie anche dopo la definitiva fine della stagione berlusconiana». Sulle dimissioni da vice coordinatore provinciale, Lignani sottolinea che «dispiace lasciare la proficua collaborazione con Massimo Monni e con i coordinatori regionali Luciano Rossi e Pietro Laffranco, con i quali ho vissuto bei momenti e con cui spero di continuare a condividere amicizia personale. La cooptazione delle candidature, il non aver permesso momenti essenziali di democrazia e partecipazione, le ondivaghe prese di posizione sul futuro della Nazione, mi hanno portato ad un passo sofferto ma inevitabile. Non sappiamo se questi tentativi in corso, di cui sono modesta pedina periferica, potranno avere successo, ma, anche alla luce del rinnovato entusiasmo di tanti quadri periferici, è un dovere provarci, per onorare il consenso di territorio di cui sono stato destinatario. Perché – conclude – la politica è passione e non certo goffi, anche se comprensibili, tentativi di rimanere a galla».
De Sio ufficializza «Vogliamo scrivere dritti una nuova storia anche sulle righe storte di questo difficile momento politico – rimarca De Sio -. In Umbria, come nel resto d’Italia, rappresentiamo la voglia di riscatto di tanti elettori delusi dalle incertezze e dalle schizofrenie del Pdl. Il nostro obiettivo – spiega – è rafforzare il centrodestra con una proposta che guardi al momento elettorale, ma soprattutto a costituire un nuovo ambizioso punto di riferimento politico per il futuro. La situazione è difficile – conclude De Sio -, ma la passione, l’entusiasmo e la partecipazione di tanti che in queste ore ci invitano ad andare avanti è la conferma che non è il tempo dei tatticismi, ma del coraggio e della coerenza».
Masciarri: rammaricati Rammarico per la defezione di De Sio viene dal coordinatore vicario di Terni del Pdl, Enrico Masciarri «Apprendo con rammarico le dimissioni del nostro amico Alfredo De Sio – afferma – ma mai come in questo momento credo nella forza di questo Partito , delle persone che vi fanno parte e che lavorano giorno dopo giorno per rafforzarlo. Il Pdl non è semplicemente un partito ma un modo di concepire la politica e di trovare gli strumenti opportuni per essere a disposizione del territorio e dei nostri cittadini. Chi crede in questi principi e valori – aggiunge – non può non far parte di questa coalizione e non può fare a meno di sentirsi la responsabilità di portare avanti questi ideali che da anni contraddistinguono la nostra formazione che è nata, maturata e sviluppata grazie a chi mette a disposizione le sue capacità ed il suo tempo per veder realizzati obiettivi comuni e condivisi senza personalismi o egocentrismi».
Altri movimenti Maldipancia vari agitano in queste ore il partito. Ma resta per ora nei ranghi berlusconiani la gran parte del gruppo dirigente del Pdl, compreso l’ex aennino Pietro Laffranco, cui è saldamente legato il consigliere regionale Rocco Valentino. Curiosità crescente anche per le possibili defezioni dei filo-montiani. Di sicuro le mosse dell’ex ministro Frattini, ad esempio, potrebbero indurre a riflessione Fiammetta Modena. Franco Zaffini, poi, è stato avvistato nell’assemblea di Italia Popolare di Roma la scorsa settimana: segno del confluire in uno dei nuovi contenitori del centrodestra?

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