La conferenza stampa del M5s

di Iv. Por.

«Dobbiamo trovare un modello ricostruttivo nuovo, è sbagliato dire: rifaremo tutto pietra su pietra dov’era prima e com’era prima. E poi va studiato un rilancio economico per chi resta nei territori colpiti dal terremoto». Il capogruppo in consiglio regionale, Andrea Liberati, insieme alla collega Maria Grazia Carbonari e ai parlamentari Stefano Lucidi, Tiziana Ciprini e Filippo Gallinella, spiega la linea del Movimento 5 stelle sul post-sisma in Valnerina in una conferenza stampa a Palazzo Cesaroni.

Gestione lacunosa Gli eletti pentastellati hanno sottolineato «l’assai critica situazione con l’arrivo dell’inverno e le temperature sotto zero. Sono ancora tanti i cittadini e le imprese che, soprattutto tra Norcia e Cascia, continuano a dover fare da soli, perché risposte tangibili da Stato e Regioni tardano ad arrivare, tra stalle temporanee al palo e micro-container che nessuno vuole, mentre le nuove casette saranno pure riservate a pochi». Secondo Liberati «emergono aspetti lacunosi di questo periodo di emergenza, è mancata una regia chiara, per cui si è preferito allontanare le persone per allontanare i problemi». Liberati è tornato poi ad attaccare l’appalto per la realizzazione delle casette di legno al consorzio di cooperative che «non ha competenze in quanto si occupava finora di rifiuti». Nel mirino c’è «l’intreccio tra politica, cooperative e affari per cui abbiamo presentato interrogazioni a cui non ci è stata data risposta».

Reddito per la Valnerina L’altra consigliera regionale, Maria Grazia Carbonari, ha rimarcato come «in mancanza di soluzioni immediate, chi aveva la possibilità si è organizzato autonomamente comprando casette, container o roulotte. Come al solito resta indietro chi ha meno risorse, bisogna stare vicino a queste persone. Per loro proporremo un ‘Reddito per la Valnerina’ per fare in modo che quei territori non si spopolino».

Modello ricostruzione Il Movimento 5 stelle contesta anche l’approccio alla ricostruzione. «Bisogna uscire – ha detto il senatore Lucidi – dal presupposto ‘ricostruiremo dov’era e com’era prima’. Questo è sbagliato in quanto c’erano costruzioni sulla faglia e invece bisogna dire ‘ricostruiremo meglio’ per fare in modo di non ritrovarci ad affrontare gli stessi problemi tra qualche anno». Lucidi ha sottolineato di aver «presentato un esposto alla Procura di Spoleto basato sulla lettera di denuncia del professor Borri dal titolo ‘Quelle opere d’arte si potevano salvare’».

Aiutare le imprese Altro aspetto, secondo il M5s, sottovalutato è quello delle attività economiche. «In settimana il decreto sull’emergenza arriverà alla Camera – ha detto Ciprini – ma sarà blindato per via della crisi di governo. Avremmo voluto ripresentare modifiche come quella, già bocciata in Senato, di un risarcimento per le imprese danneggiate». Gallinella, invece, ha insistito sulla necessità di «costruire anche spazi di aggregazione, ascoltando gli sfollati e stando loro vicino».

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