Palazzo Montani Leoni

di Marco Torricelli

Stavolta il Pd non c’entrerebbe niente, ma il caso è destinato comunque a fare rumore. Perché c’è di mezzo una candidatura al consiglio comunale, perché la candidata è persona ‘in vista’ e perché di mezzo ci sono due istituzioni: la fondazione Carit e il Cesvol, il centro servizi per il volontariato.

La nomina Tutto nasce dal fatto che, nel corso dell’ultimo consiglio di amministrazione della fondazione Carit, è stato stabilito che Mariasole Masinelli D’Annibale prenda il posto di Danilo Serva nel comitato di gestione del fondo speciale per il volontariato del Cesvol. Tutto normale: la carica è in scadenza e la fondazione Carit ha il diritto di nominare un proprio rappresentante. Ma poi è arrivata la campagna elettorale.

La candidatura Mariasole Masinelli D’Annibale, infatti, figura nella lista del Partito democratico per elezioni amministrative ternane e a qualcuno, dentro la fondazione Carit, la cosa ha fatto squillare un campanello d’allarme. Mentre al Pd sono caduti dalle nuvole: «Sinceramente questa cosa la scopro ora – dice il segretario comunale, Andrea Delli Guanti – anche perché ritengo che possibili problemi di incompatibilità, ammesso che ne esistano, si presenterebbero in caso di elezione, mentre qui si parla di una candidatura». Ma garantisce che verificherà.

La Fondazione Diverse le reazioni che si sono registrate, invece, dentro la fondazione Carit, tanto che si starebbe pensando ad una clamorosa marcia indietro: niente sostituzione e conferma di Danilo Serva, che però ha già fatto due ‘mandati’ nel comitato di gestione del fondo speciale per il volontariato. Ma in fondazione c’è dell’altro.

Le incompatibilità Perché se l’incompatibilità di Mariasole Masinelli D’Annibale viene inserita tra quelle ‘possibili’, altre ce ne sono che, invece, vengono considerate inopportune: sempre al Cesvol, tra i revisori dei  conti, c’è Michele Vino, che svolge lo stesso ruolo in fondazione Carit. Mentre il presidente, Mario Fornaci, proprio per superare il problema, sarebbe sul punto di lasciare – si fa il nome di Giuseppe Donzelli come possibile sostituto – il posto che occupa nel consorzio universitario. Al momento, però, l’unico che un incarico lo ha effettivamente lasciato è il vice presidente Francesco Quadraccia, che si è dimesso dal consiglio di amministrazione della fondazione Cellule staminali.

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