Crescimbeni e Todini

di Marco Torricelli

Si scrivono. Cortesi, ma come si dice in questi casi, fermi. Paolo Crescimbeni – candidato sindaco per il centro destra -e Franco Todini – pure lui candidato sindaco, ma con una lista sua – ‘se le mandano a dire’ con lettere aperte che, a dirla tutta, faranno fregare le mani a quelli che sperano di infilarsi tra i due. E pure del sindaco uscente.

«Caro amico ti scrivo» Paolo Crescimbeni è stato il primo a prendere l’iniziativa: «Mentre rinnovo a te – ha scritto a Todini – così come agli altri candidati che vogliono una Terni diversa e migliore dell’attuale, l’appello alla unità di azione, ritengo di aggiungere nei tuoi confronti poche considerazioni relative ad alcune tue uscite che non mi spiego».

Le ‘uscite’ Crescimbeni contesta a Todini la frase ‘Ci vediamo a Filippi’: «Ma dici a me questo? – chiede – Sono io l’avversario numero uno? Io spero che tu stia scherzando: il tuo, il nostro avversario, è chi ha mal governato la città fino ad oggi; non cadiamo in queste trappole rischiando di finire come i capponi di Renzo». Ma non solo,

Le poltrone Al candidato del centro destra non è piaciuto poi il riferimento ‘Qualcuno promette poltrone’: «Ma è per me la frase? Stento a crederlo. Se promettere poltrone – insiste Crescimbeni – vuol dire parlare con gli alleati su chi è più adatto a ricoprire i ruoli della nuova amministrazione, è cosa del tutto normale (a meno che tu non pensi che, se si vince, dobbiamo lasciare tali ruoli a chi ora li occupa) ma se parli di promesse clientelari penso proprio tu (Franco Todini; ndr) stia sbagliando indirizzo».

I consiglieri Poi c’è l’accenno a possibili – e non meglio identificati – consiglieri: «A me – rimarca Crescimbeni – avrebbero promesso un incarico o roba del genere se perdo le elezioni. Ma chi? Perché? Ma cosa stai dicendo? Non penso che siano genuinamente tue queste parole, perché tu sei troppo intelligente per pensare cose del genere».

La replica Franco Todini esordisce con un «Caro Paolo», ma poi usa la clava: «Il 13 ottobre del 2013 ho presentato la mia candidatura a sindaco per cambiare in modo radicale il governo della città, facendo un appello a tutte le forze antagoniste all’oligarchia post-comunista che ha chiesto a Di Girolamo di candidarsi nuovamente per proteggere gli interessi della casta, nonostante gli scarsi risultati della sua giunta, invisa anche a molti del suo partito e agli stessi suoi alleati. Tu, invece, sei sceso in campo dopo un balletto, consentimi, indecoroso, che mal si coniuga con la tua storia personale».

Il ‘balletto’ Il candidato ‘indipendente’ dice a Crescimbeni: «Prima ti candidi, poi rinunci, poi, dopo incontri con i vertici (non ternani) dei partiti della destra, ci ripensi e ti ricandidi. Scusami se lo dico apertamente, ma tutto questo è poco ‘candido’».

La gara Rompendo gli indugi, rinfaccia Todini a Crescimbeni, «sei entrato dai box senza tener conto di chi stava già girando in pista. Non avevi e non hai ancora un programma da proporre e hai benzina solo per le qualifiche.
Nonostante questo hai provato a buttar fuori pista gli altri corridori, scusa il termine che non ti si addice, con arroganza».

Piloti in corsa Franco Todini prosegue nella metafora corsaiola con un «Io sono un bravo pilota, conosco la pista, ho una macchina nuova e competitiva che migliora di giorno in giorno grazie ad un collaudo continuo e all’apporto di una squadra fortemente motivata, ho dalla mia la maggior parte del pubblico, posso fare buone qualifiche per puntare alla vittoria e non al piazzamento: perché dovrei ritirarmi? Perché dovrei lasciare il posto ad un pilota come te che ha una macchina vecchia e logora che punta solo a qualificarsi per la visibilità dei suoi sponsor e che sa di non poter vincere ma solo partecipare?»

«Fatti più il là» La conclusione è in tema: «Scusami Paolo (Crescimbeni; ndr) se ti parlo ‘francamente’ – dice ancora Franco Todini – ma il tuo richiamo all’unità è privo di senso e anche una trappola per gli stessi elettori del centrodestra che, se votassero te anziché la lista Il Cammello, la domenica del 25 maggio si addormenterebbero davanti al televisore guardando una competizione senza storia, dominata dai soliti Red Bulli».

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