di M. To.
Siamo arrivati a otto, ma i candidati a sindaco di Terni, alla fine saranno almeno una decina. Al momento – stando agli esperti locali in sondaggi – la situazione ne vedrebbe quattro in predicato di andare al ballottaggio. Meglio restare sulle generali e presentarli sommariamente tutti insieme. Tanto per non perdere l’orientamento.
New entry In un pomeriggio domenicale ventoso, spunta anche l’ottavo candidato a sindaco. Si chiama Enrico Busco, ha 69 anni, fa l’assicuratore e la lista con la quale si ‘mette in gioco’ si chiama Partito Italia Nuova. Nè di destra, nè di sinistra, pare che sia la collocazione che si vuol dare questo nuovo candidato. Poi si vedrà.
Leopoldo Di Girolamo Il candidato del Pd ha 62 anni, medico, attuale sindaco in carica ed ex senatore. Nel 2009 è stato eletto al ballottaggio, con il 53,01% delle preferenze contro il 46,99% ottenuto da Antonio Baldassarre, sostenuto dai partiti di centrodestra.
Angelica Trenta La candidata del Movimento 5 Stelle ha 30 anni, laureata in filosofia politica, è insegnante in una scuola ternana. La sua candidatura è stata decisa dalle ‘municiparie’ di dicembre, alle quali hanno preso parte altri quattro aspiranti candidati.
Franco Todini Il candidato della lista civica ‘Il cammello’ ha 66 anni, laureato in giurisprudenza, è stato segretario generale del consiglio regionale. Lo appoggia il Ncd – che però starebbe rivedendo la propria posizione – e anche alcune liste civiche minori.
Paolo Crescimbeni Il candidato del centro destra ha 74 anni, avvocato, è stato tra l’altro consigliere regionale per An e commissario straordinario e presidente dell’Inpdap. Lo appoggiano Forza Italia, Fratelli d’Italia, Udc e La destra. Ma sarebbe anche in arrivo l’endorsement ‘di ritorno’ del Ncd.
Valerio Mecarelli Il candidato sindaco della lista civica ‘Terni da salvare’ ha 64 anni, medico, responsabile della chirurgia d’urgenza al Santa Maria. È stato il primo, a maggio del 2013, ad annunciare l’intenzione di candidarsi.
Piergiorgio Bonomi Il candidato di CasaPound ha 31, laureato in scienze politiche, assicuratore, è il responsabile locale del movimento politico che ha dato vita alla lista.
Vanio Ortenzi Il candidato della lista civica ‘il Giacinto’ ha 63 anni, ingegnere, vanta un lungo curriculum come consigliere tecnico per i ministeri dello sviluppo economico e dell’ambiente.
Altri in arrivo Ovvio che l’elenco è destinato ad allungarsi – nel 2009 furono 15 le liste presenti al primo turno – e ci sarà certamente la lista di ‘Progetto Terni-Cittaperta’, in appoggio del sindaco uscente e che nel 2009 raccolse 3.349 voti (il 5,35%), eleggendo due consiglieri comunali.
A sinistra Da capire, poi, cosa succederà ‘a sinistra’: Rifondazione comunista ha deciso, con un referendum al quale ha partecipato il 60% degli iscritti, «il 78% dei quali – spiega il segretario, Lorenzo Carletti – ha indicato come prioritario lavorare per unire e rinnovare la sinistra, attraverso la scelta audace dell’autonomia politica dal centro-sinistra». Una risposta «forte da parte dei militanti che ci testimonia un primo fatto politico essenziale: la comunità politica di Rifondazione è viva e pulsante e pronta a rispondere alla sfida amministrativa con grande coraggio e responsabilità». Insomma, per farla breve: fanno una lista per conto loro. E gli ‘spifferi’ indicano anche che potrebbe esserci un secondo candidato donna: l’attuale presidente della circoscrizione Nord, Francesca Malafoglia.
Nodi da sciogliere Oltre a quelli di sinistra, ci sono altri nodi da sciogliere: era stata annunciata una lista ‘Terni dinamica’, emanazione di Scelta civica, alla quale però potrebbe aver eroso consensi quella de ‘il Giacinto’; al fianco di Crescimbeni, invece, potrebbe apparire la lista ‘Valori e competenze’, alla quale darebbero vita esponenti dell’Udc – che non ne farebbe una propria – e della società civile.mentre ‘Democrazia diretta’, che aveva annunciato l’appoggio Todini, nei giorni scorsi ha detto con chiarezza che potrebbe, invece, andare da sola.
Crescimbeni precisa Al candidato sindaco del centro destra, Paolo Crescimbenni, sembra non essere piaciuto il modo nel quale sono state riportate alcune sua dichiarazioni: «Apprendo che la mia breve presentazione, forse per amore di sintesi – dice Crescimbeni – ha dato luogo a qualche fraintendimento in ordine a quanto detto a proposito di Palazzo Spada. Ho detto e ripeto che quell’edificio rappresenta un valore culturale ed architettonico troppo significativo per essere adibito a sede del sindaco, assessori e consiglio, e va restituito alla fruizione di tutta la comunità ternana e non solo».
Il museo Dunque, dice ancora l’avvocato, «ho fatto l’esempio del vecchio palazzo comunale di piazza della Repubblica solo per aprire la discussione, ma ritengo che i pochi spazi liberi siano del tutto inadeguati allo scopo. Ma altri ve ne sono: il palazzo del governo appena uscirà la Provincia, il palazzo Gazzoli che la Regione sta per lasciare, il palazzo della Banca D’Italia sul quale sto facendo un approfondimento; ripeto, sono solo esempi, ma palazzi pubblici molto belli e disponibili ne abbiamo a sufficienza». Palazzo Spada, dunque, era solo un esempio. Un modo di dire.
