di Marco Torricelli

Si fa presto a dire ‘quote rosa’. Perché se metti in giunta una donna che poi ti molla sul, si fa per dire, più bello e se ne torna a fare il lavoro dal quale l’avevi presa in prestito, hai un problema. E il sindaco di Terni, Leopoldo Di Girolamo, lo sa bene.

Le dimissioni Era il 7 dicembre, quando Maria Bruna Fabbri consegnò le annunciate dimissioni al sindaco Di Girolamo. Niente di polemico, spiegò lei: voleva solo tornare a fare il suo lavoro alla Cna. Le deleghe all’artigianato, al commercio, alle manifestazioni fieristiche e al marketing territoriale vennero assegnate ad un altro assessore, Sandro Piermatti, mentre il sindaco prese in carico quella alle pari opportunità. E la giunta si ritrovò senza donne.

Il bilancino Un vantaggio, per la verità, sembrava rappresentato dal fatto che Maria Bruna Fabbri non rientrasse nel complesso gioco di incastri che era stato necessario per compore la giunta ternana. Il bilancino, con lei, non era servito in quanto scelta come tecnico e non indicata dai partiti, ma le cose mica sono sempre semplici come sembra. Però l’esecutivo va rimpolpato. Manca un annetto alle elezioni e di cose da fare ce ne sono – ce ne sarebbero – parecchie. Tanto che Confimpresa invita a «fare qualcosa di concreto per la crisi del commercio a Terni», per non costringere «le nuove generazioni a guardare verso altre città nella speranza di un futuro migliore».

L’idea Bisognava farsi venire un’idea. Intanto perché serve una donna – le ‘quote rosa’ di cui si diceva – possibilmente con un curriculum di qualità e, magari, con un gradimento trasversale. La scelta, se ne parla da settimane, sembra essere caduta sulla dottoressa Maria Grazia Proietti, dirigente del servizio di geriatria dell’azienda ospedaliera ternana e che, quando si dice la coincidenza, è pure responsabile del gruppo ternano della comunità di Sant’Egidio. Sì, quella tanto cara all’ex vescovo, Vincenzo Paglia.

I problemi Ma questo non rappresenta certo un problema. Anzi. O, almeno, fino a qualche tempo fa non era così. Il problema, se mai si potrebbe porre al momento di ridistribuire le deleghe tra gli assessori: perché Maria Bruna Fabbri al commercio (eccetera) era certamente facile da spiegare, mentre l’ingresso in giunta di Maria Grazia Proietti – visto il lavoro che fa – porterebbe a pensare alla possibilità che le vengano affidate alcune (tipo welfare, servizi sociali, sanità pubblica o volontariato) di quelle attualmente in carico a Stefano Bucari. Al quale andrebbe detto, più o meno: «Grazie tante, ma spostati».

La centrifuga Con il rischio di rimettere in moto quella centrifuga che ha già girato, spesso a vuoto, nella fase della costruzione dell’impianto originario della giunta ternana. Con la differenza che, adesso, si è quasi nella fase finale della legislatura. In quella cioè, in cui un po’ tutti cercano di portare a termine almeno qualcuno dei progetti avviati e, quindi, l’operazione potrebbe diventare un po’ difficile. Ma, come si dice, ci stanno lavorando.