Raccolta la sfida lanciata dal sindaco Stefano Bandecchi, di avanzare nuove proposte sulla vendita della rete del gas, oggi di proprietà Terni reti, Prima e Terza commissione consiliare hanno ripreso il lavoro istruttorio sulla possibile alienazione, senza tuttavia entrare nel vivo del dibattito e rinviando la discussione a tempi di maggiore consapevolezza, quando cioè tutti i commissari avranno avuto modo di approfondire tutte le carte a disposizione.

La mossa del primo cittadino di rinviare la partita all’esame degli organismi consiliari competenti porta probabilmente con sé il rischio concreto che, sull’argomento, la maggioranza si spacchi. Non a caso, i lavori delle commissioni sono stati pressoché paralizzati da una lunga riunione dei gruppi Ap e Con Bandecchi per Terni.

Sul tavolo, per effettuare tutte le valutazioni del caso, il numero uno di Terni reti, Alessandro Campi ha portato una relazione nella quale la società tenta di rispondere a tutte le questioni sollevate in consiglio comunale. Come noto, in caso di alienazione (eventualmente nel 2028) si parla di un introito per Terni Reti da oltre 24 milioni di euro e, considerando l’estinzione del mutuo trentennale per l’acquisizione nel 2007, resterebbe un ‘tesoretto’ che va dagli 8 ai 10 milioni di euro, utile a estinguere il mutuo residuo acceso nel 2007 per l’acquisizione dell’infrastruttura. Tuttavia lo scetticismo è diffuso e figlio di esperienze di privatizzazione rivelatesi, secondo molti, non positive.

La vetustà degli impianti, le tariffe future per i contribuenti e tutta una serie di altre materie sono ritenute alda approfondire. Intanto giovedì Campi ha illustrato che per oltre il 60% si tratta di una rete che ha più di 50 anni; che c’è la possibilità di far scorrere una miscela gas-idrogeno ma sarebbero necessari numerosi interventi anche per gli utenti finali e che, nel caso di vendita della rete, gli introiti sarebbero ripartiti tra proprietario e gestore, quindi Terni reti e Umbria distribuzione gas.

«Sul tema delle tariffe – ha detto ancora Campi -, svolge un ruolo fondamentale Arera anche in sede di gara in quanto un importante punteggio viene assegnato per la migliore offerta in tal senso. Nel caso di mantenimento della rete – ha aggiunto – andrebbe rimodulato il mutuo in essere; la banca si è resa disponibile a valutare ma solo in caso di determinate garanzie da parte del Comune. È chiaro che si andrebbe incontro a un tasso di interesse maggiore, alla luce di una dilatazione dei tempi». La scelta dunque è tecnico-politica e a quanto pare piuttosto complessa. Prima e Terza commissione si sono date appuntamento per discuterne ancora venerdì 16 ottobre. A quel punto i tempi per decidere saranno strettissimi.