di Massimo Colonna
Ci sono tre ipotesi al momento sul tavolo per sbloccare il progetto della Città della salute, opera da anni sulle carte dei progettisti ternani ma mai divenuta realtà. Lo snodo principale è quello economico e allora ecco che in questi giorni la vicenda è tornata sui banchi della politica, in particolare in seconda commissione e a breve anche in consiglio comunale tramite una interrogazione.
I fondi Nei giorni scorsi si è tenuta una audizione del direttore generale della Usl 2 Imolo Fiaschini, il quale ha fatto il punto della situazione. Al momento sarebbero tre le ipotesi da prendere in considerazione sul fronte economico: il project financing, ossia un piano misto pubblico-privato (ipotesi che al momento appare la più complessa), il mutuo ordinario che l’azienda sanitaria sarebbe in grado di accendere, il finanziamento dell’Inail, che comporterebbe la gestione diretta dell’appalto da parte di quell’ente.
Il parcheggio Secondo gli ultimi aggiornamenti del progetto il parcheggio interrato verrà realizzato esclusivamente per i dipendenti, mentre il secondo a forma di silos, per il pubblico ed i dipendenti dell’azienda ospedaliera Santa Maria, verrà dimensionato. Soluzione questa che consentirebbe il recupero di numerosi spazi interni all’ospedale.
I tempi Entro la fine del mese intanto è previsto un incontro anche con la Regione per la decisione finale. Intanto l’atto di indirizzo proposto dalla seconda commissione impegna la giunta «a fare tutto ciò che sia di competenza seguendo la progettazione e realizzazione dell’opera, senza ulteriori ritardi, tenendo in considerazione anche l’importanza di infrastrutture relative alla viabilità e al parcheggio, oltre alla rilevanza di una piattaforma per l’elisoccorso da riportare a Colle Obito».
Infrastrutture Nel testo si parla anche «della realizzazione della rotonda sull’attuale incrocio di viale Trento, viale Trieste e viale 8 Marzo, sollecitata da un apposito atto di indirizzo nel corso della passata consiliatura da un atto di indirizzo della prima commissione che impegnava sindaco e giunta a vincolare a tal fine i fondi rivenienti dal pagamento degli oneri di urbanizzazione dell’adiacente realizzando complesso di viale 8 Marzo».
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