Palazzo Spada, sede del Comune di Terni (Foto Marta Rosati)

di Massimo Colonna

Riunione fiume della giunta del sindaco Leopoldo Di Girolamo sul bilancio di previsione 2016-2018, anche se a far discutere la politica sono ancora i conteggi che riguardano il consuntivo 2015 dopo l’ultima riunione della terza commissione a cui hanno preso parte anche i revisori dei conti. A fare il punto è anche l’assessore al ramo Vittorio Piacenti D’Ubaldi in una nota: «Il disavanzo del Comune di Terni non è aumentato e comunque è sotto controllo». Mercoledì sera incontro esecutivo-maggioranza sulle tariffe, mentre giovedì ecco il consiglio comunale con venerdì e sabato programmati altri due round di giunta per deliberare il previsionale.

La riunione fiume Dunque sono ore complicate e decisive per il prossimo futuro della giunta Di Girolamo in vista dell’approvazione del bilancio di previsione triennale. Anche perché lo stesso primo cittadino alcuni giorni fa ha dichiarato di voler riassegnare le sue deleghe a sanità e sviluppo economico proprio aver messo la firma sul documento di programmazione contabile. Mercoledì pomeriggio, con inizio alle 12.30 e chiusura alle 16.30, riunione fiume dei rappresentanti dell’esecutivo proprio per sciogliere i nodi più importanti per la stesura della delibera sul bilancio 2016-2018, che poi passerà al voto del consiglio comunale.

La pre Fornero Uno degli aspetti maggiormente affrontati durante la riunione è stato quello della legge pre Fornero, che permetterebbe al Comune di risparmiare tagliando le spese relative al personale. In particolare in ballo c’è l’uscita da Palazzo Spada di una decina di dipendenti non apicali, inquadrati in categoria D: una manovra che farebbe risparmiare circa 500mila euro alle casse comunali. Da un lato l’assessore al Bilancio spinge per questo soluzione, dall’altro un paio di assessori, in particolare Stefano Bucari dei Lavori pubblici e Emilio Giacchetti dello Sport sarebbero contrari a questa ipotesi.

Nuovo round La riunione è stata aggiornata a venerdì per un nuovo incontro per poi chiudere la delibera sabato 30 aprile. Rispettando il programma comunque il bilancio uscirebbe dalla dead line imposta dal governo a fine aprile, già prorogata in realtà di un mese dalla fine di marzo. A questo punto appare probabile il ricorso ad una proroga da parte della prefettura.

Il bilancio consuntivo A far discutere la politica intanto sono anche i conti emersi dalla riunione di terza commissione a cui hanno preso parte anche i revisori dei conti. «Circolano cifre di un ulteriore disavanzo del Comune di Terni – ha spiegato l’assessore D’Ubaldi in una nota – prive di ogni riscontro contabile. Anzi, escludo che ci sia un ulteriore aggravio dei conti rispetto a quanto finora ufficialmente accertato e deliberato dalla giunta e dal consiglio comunale. La confusione nasce dal disavanzo tecnico da riaccertamento straordinario che è un atto dovuto deliberato dalla giunta nei primi mesi del 2015 e che prevede una manovra di ammortamento di 30 anni. Posso assicurare, e mi rivolgo in particolare ad alcuni consiglieri comunali di opposizione particolarmente agitati sulla materia, che il bilancio di previsione 2016 che stiamo predisponendo e che sarà deliberato dalla giunta entro il fine settimana. Assicuro anche che per il 2016 non è prevista alcun aumento della pressione fiscale locale, confermando una decisione già assunta nel 2015».

L’opposizione I revisori hanno messo sul piatto un disavanzo tecnico di 53 milioni da ripianare in 30 anni, comunque già calcolato dalla giunta nel pregresso. E tra i banchi dell’opposizione c’è già chi fa i conti, come Enrico Melasecche della lista civica ‘I Love Terni’: «Il disavanzo fin qui accumulato che dovrà essere coperto complessivamente nei prossimi tre anni è pari a circa 9 milioni, ossia tre all’anno (considerati un milione e duecentomila euro annui del disavanzo accertato del 2015 pari a tre milioni e mezzo, più un milione e ottocentomila euro annui dallo spalmatura dei 53 milioni nel trentennio, ndr), una enormità se si considera che il bilancio del Comune è ormai quasi totalmente rigido e le uniche possibilità su cui agire consistono nell’aumento di imposte e tariffe, nella ulteriore riduzione dei servizi oppure in qualche originalità come la svendita di pezzi di Asm e di Asfm ed un aumento rilevante delle sanzioni, solo per fare cassa».

Il programma Mercoledì sera intanto è andata in scena anche una riunione tra giunta e maggioranza sul tema delle tariffe. Giovedì mattina poi nuova riunione della terza commissione ancora sul tema, poi nel pomeriggio si passa al voto del consiglio comunale anche sulle tariffe. Tariffe che, secondo il regolamento, devono necessariamente essere approvate entro il 30 aprile, senza proroghe.

Twitter @tulhaidetto

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