L’argomento non è nuovo, ma l’affondo è deciso. Dal 2011, nel centro storico di Terni, dice Rifondazione Comunista– e in particolare il circolo ‘Dante Sotgiu’ – «è in vigore la raccolta differenziata porta a porta dei rifiuti, un servizio mai decollato e soprattutto mai messo a regime. Se da una parte è risultata evidente in questi anni, l’incompetenza, la negligenza e la passività del Comune di Terni e dell’assessorato all’ambiente, dall’altra tanti e troppi cittadini hanno avuto la strada libera nel non rispettare le regole».
Gli annunci Nel novembre del 2011, «un articolo uscito sul portale web del Comune di Terni dal titolo ‘Raccolta differenziata: ora ci sono anche le regole’, citava: «Chi non si atterrà alle regole sarà soggetto alle sanzioni amministrative. Chi non conferirà i rifiuti nelle modalità (giorni, orari, luoghi) previste dall’ordinanza incorrerà in una sanzione da 80 a 480 euro. Chiunque conferirà nei contenitori o nei sacchi destinati alla raccolta differenziata tipologie di rifiuti diverse da quelle indicate dal gestore del servizio di raccolta o utilizzerà sacchi e contenitori diversi da quelli previsti dall’ordinanza incorrerà in una sanzione da 50 a 300 euro». Bene, assodato che ad oggi il 60% di differenziata è ancora un miraggio per Terni e salvo qualche sporadica multa random fine a se stessa, fatta lo scorso anno da qualche vigile urbano e/o personale autorizzato, non si è mosso nulla per migliorare e mettere a regime il servizio: una pratica ridicola che, anche se perpetrata con costanza, da sola non porterebbe a nessuna miglioria.
«Basta incenerimento» Secondo il Prc, «ciò che manca ed è mancato è la volontà politica di agire nell’attuazione della delibera ‘Rifiuti Zero’, passata in Comune circa 10 mesi fa, con non pochi sacrifici ed attraverso un lungo lavoro prodotto sul territorio da parte di Rifondazione Comunista e che vuol dire accantonare ogni forma di incenerimento, bandire ogni forma di produzione ed incenerimento di Combustibile solido secondario (Css), servirsi sempre meno delle discariche; tutti metodi insalubri e devastanti per lo smaltimento dei rifiuti».
La petizione Investire in un polo del riciclo e del riuso, «per il quale Rifondazione Comunista non più tardi di due anni fa raccolse oltre 6500 firme (ignorate da Comune e Regione), significa investire nella sana produzione di numerose tipologie di materie prime seconde, al fine di creare opportunità per tante gamme di attività imprenditoriali, creando numerosi posti di lavoro, nel rispetto della sanità ambientale e della nostra salute. Terni ed i ternani meritano più rispetto, ed un’alternativa che garantisca la sopravvivenza e lo sviluppo della città».
