di Marco Torricelli
C’è mancato poco. Ma quel poco è stato decisivo: «Mi dispiace soprattutto per la mia città, Terni – dice Raffaele Nevi, che ha letteralmente sfiorato l’elezione alla camera – che sarà rappresentata in parlamento solo da un senatore». Ma Nevi parla anche del resto.
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Fronte diviso Inizia mandando un pensiero a Gianluca Rossi, il senatore eletto a Terni per il Pd: «A cui auguro di poter fare un buon lavoro, anche se temo che la situazione che si è venuta a determinare – e sulle cui cause qualche riflessione il centro-sinistra dovrà pur farla – non sarà facile da gestire». Ma poi passa a parlare di faccende di casa sua: «Purtroppo si è avuta la conferma di quanto andavo ripetendo da tempo e cioè che dividere il fronte di quelli che, con un termine che in verità non amo, vengono definiti come ‘moderati’ si sarebbe rivelato un errore. Che infatti abbiamo pagato, portando in parlamento due soli eletti».
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Moderati Però, magari coniando un altro nome, sarà proprio quel fronte verso il quale il centro-destra dovrà guardare in prospettiva: «Ne sono sempre più convinto – conferma il capogruppo del Pdl in consiglio regionale – perché il sensibile calo del numero dei votanti, altro segnale importante, ha senza dubbio danneggiato in modo particolare proprio il nostro schieramento, che ha mostrato di apprezzare messaggi caratterizzati da quella unità di intenti che, invece, questa volta è venuta meno proprio da quei soggetti che, poi e non a caso, sono stati maggiormente penalizzati».
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Amministrative Soprattutto perché, tra poco, si dovrà iniziare a pensare ad un’altra scadenza elettorale importante come quella delle amministrative del 2014: «Penso che si debba lavorare per la formazione di una maggioranza ampia – dice Nevi – composta da persone di buon senso e che abbiano, in comune, la volontà di lavorare per il bene di una città e di un territorio che ha enorme bisogno di un governo serio». E con candidati «in grado di far sentire rappresentate tutte le componenti di questo schieramento, attraverso un percorso di condivisione e partecipazione che giudico indispensabile».
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Il programma Ecco, a proposito di candidature: «Io – gioca d’anticipo Raffaele Nevi – ho sempre detto di essere favorevole alle ‘primarie’ e ritengo che ora, a maggior ragione, si debba guardare in quella direzione». Sì, vabbè, ma lei? «Io, per formazione e per convinzione, sono a disposizione del partito nel quale credo e per il quale lavoro con convinzione. Non credo sia il caso, da parte di nessuno, avanzare la propria candidatura, ma ci si debba mettere, appunto, a disposizione per la stesura di un programma, condiviso, di stampo veramente liberale. Tutto il resto verrà dopo».
La candidatura Insomma non la vedremo in corsa per la poltrona di sindaco di Terni, nel 2014? «Guardi, io voglio, soprattutto, fare bene il lavoro che sto facendo in Regione – dice Raffaele Nevi – e contribuire a quel progetto tendente a dar vita ad un’alleanza, seria ed ampia, su quel progetto liberale per Terni, l’Umbria e l’Italia, di cui le parlavo». Perché, conclude: «Sono davvero convinto che sia questo ciò di cui Terni e le persone che ci vivono hanno bisogno, più che di qualcuno che dica di voler essere il salvatore della patria». Poi, però, se proprio glielo dovessero chiedere, l’impressione e che, quanto meno, ci penserà.
