di M. To.
Di venerdì, alla faccia della superstizione. Il sindaco di Terni, Leopoldo Di Girolamo ha convocato – con regolare trasmissione in streaming dal sito istituzionale – la prima seduta del nuovo consiglio comunale per venerdì 27 giugno alle 15,30.
I lavori All’ordine del giorno ci sarà la convalida degli eletti; il giuramento del sindaco; la comunicazione da parte del sindaco della nomina del vice sindaco e dei componenti la giunta comunale; l’eventuale surroga dei consiglieri chiamati a fare parte della giunta; l’elezione della commissione elettorale comunale; l’elezione del presidente e dei vice presidenti del consiglio comunale.
I tempi Nel caso in cui non venga ultimata la trattazione dei punti all’ordine del giorno, fa sapere palazzo Spada, la seduta proseguirà lunedì 30 giugno a partire dalle 15,30. E la cosa appare più che probabile, visto che per eleggere il presidente del consiglio, nelle prime due sedute, è necessario il voto dei due terzi dei consiglieri e, se non ci sarà accordo con l’opposizione, la maggioranza non è autosufficiente e dovrà attendere una terza seduta, quando sarà sufficiente la maggioranza semplice.
Il presidente A quella carica, lo ha detto a più riprese e senza giri di parole, punta il consigliere del Pd Sandro Piccinini, forte di un buon successo personale alle urne e di un’esperienza dei lavori del consiglio che, a suo modo di vedere, ne fanno il candidato ideale. Ma per quel posto c’è chi ha ipotizzato una ‘sistemazione’ per Giuseppe Mascio, primo degli eletti nella lista ‘Progetto Terni’. Una sistemazione, peraltro, interessata, visto che lascerebbe libero un posto in giunta. A quale, però, lo stesso Mascio guarderebbe con interesse.
La giunta Il toto-assessori, intanto, impazza. Reso ancora più intrigante dalla necessità di inserire – in una giunta che sarà certamente ‘a nove’ – quattro donne. Intrigante, ma anche molto complicato il gioco di incastri che Di Girolamo dovrà realizzare.
Le donne Il nome di Sonia Bertocco, manager di Aspasiel, piace a molti, ma convincerla a mollare tutto non sarà semplice. In parecchi, poi, spingono su Renana Micheli e non solo per il cognome evocativo: la dirigente del centro studi ‘Vanoni’, oltre che per le qualità perdsonali, sarebbe gradita anche perché rappresenterebbe un segnale verso il mondo cattolico. Sempre in alto, nella lista delle possibili scelte, c’è Francesca Malafoglia, che nei sogni di chi gira con foglietti e post it avrebbe dovuto far contente le donne e gli elettori di Sel, ma il partito avrebbe storto il naso, visto che la presidente di circoscrizione viene da Rifondazione comunista. E poi c’è Daniela Tedeschi, che nelle intenzioni del sindaco dovrebbe comunque far parte della squadra.
La politica La faccenda si fa ancora più complicata quando dalla questione ‘quote rosa’ si passa a quella più squisitamente politica: perché conteranno certamente gli appelli all’innovazione (dal Pd in particolare) che arrivano dalle forze di maggioranza, ma quando poi si passa all’atto pratico, la storia – senza ironia – cambia verso. Decisamente.
Gli eletti E così sarà difficile convincere qualcuno dei più votati a farsi da parte – tra Bucari, Piermatti e Bartolini c’è chi potrebbe restare fuori dall’esecutivo – senza contropartite, mentre applicare una sorta di ‘Cencelli’ rivisto e corretto potrebbe provocare diversi malumori anche dentro le due rappresentanze delle liste civiche che hanno sostenuto Di Girolamo e che hanno eletto, complessivamente, cinque dei venti consiglieri comunali di maggioranza.
L’opposizione Anche chi sarà minoranza, peraltro, non è che viva ore serene: a parte i cinque rappresentanti del Movimento 5 Stelle, che come da tradizione faranno gruppo a sé, c’è grande confusione sotto il sole. Le ipotesi in discussione sono due, ma fanno rumore per quattro. Tanti quanti sono i gruppi rappresentati: quello di Forza Italia, con tre consiglieri; e quelli di ‘I love Terni’, Fratelli ‘dItalia e ‘Il Cammello’ che ne hanno uno a testa. Tante le ipotesi che circolano – compreso il gruppo unico dei rappresentanti delle liste che hanno appoggiato Paolo Crescimbeni – ma non si esclude una soluzione, a sorpresa, con un coup de theatre dello stesso candidato sindaco sconfitto.
