Dopo la festa, le frizioni

di M. To.

Di sicuro non sarà una passeggiata. E Leopoldo Di Girolamo lo sa bene. Tutto sta a capire se gli strilli che mercoledì sera si sono alzati nella riunione in casa Pd e le rimostranze fatte da alcuni tra gli alleati avranno un seguito, e quale, nell’attività del consiglio comunale.

Si comincia Venerdì pomeriggio – rigorosamente in streaming – la prima seduta della nuova consiliatura, e la relativa presentazione della giunta, potrebbe già offrire qualche elemento di conoscenza in più: tanto per cominciare, Giuseppe Mascio e Luigi Bencivenga (Progetto Terni) si potranno ancora considerare tra i 20 consiglieri di maggioranza o oppure no, visto che Mascio ha dovuto rinunciare alla poltrona da assessore?

Altri malumori Sandro Piermatti accetterà di fare il presidente del consiglio oppure no, dopo che quella poltrona gliel’hanno sfilata di sotto? E Sandro Piccinini, che il presidente lo voleva fare? E Valdimiro Orsini, che da assessore ci si vedeva proprio bene, come si regolerà? E quelli che per candidarsi (portando pure un bel po’ di voti) hanno dovuto lasciare incarichi che gli fruttavano qualche soldino, che diranno? E Renato Bartolini, la cui difesa a spada tratta nella faccenda ‘deroghe’ adesso può essere letta in un modo tutto nuovo?

La giunta Tutte questioni che, ascoltando e leggendo i commenti di queste ore sulla composizione della giunta – commenti che ovviamente vanno interpretati anche sulla base delle ‘aree’ di  provenienza – fanno chiaramente intendere che le scelte fatte dal sindaco hanno scatenato un’autentica epidemia di mal di pancia. Che nessuno dei contagiati fa molto per nascondere.

Le procedure Venerdì pomeriggio, comunque, le cose andranno più o meno così: la seduta sarà presieduta dal consigliere ‘anziano’ ovvero dal consigliere eletto con il maggior numero di preferenze personali, Stefano Bucari del Pd. All’ordine del giorno ci sarà la convalida degli eletti; il giuramento del sindaco; la nomina del vice sindaco (una donna?) e dei componenti la giunta comunale; l’eventuale surroga dei consiglieri chiamati a far parte della giunta; l’elezione della commissione elettorale comunale; l’elezione del presidente e dei vice presidenti del consiglio comunale.

Il presidente Per eleggere il presidente, con votazione a scrutinio segreto, serve – nelle prime due sedute – la maggioranza dei due terzi dei componenti del consiglio comunale e sarebbe quindi necessario il supporto di almeno una parte dell’opposizione. Dalla terza in poi, invece, basterà la maggioranza assoluta. Ammesso che il centro sinistra abbia un nome da proporre, non appare credibile che possa essere eletto subito. Una nuova seduta è già programmata per lunedì.

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