di Fa.To.
Domenica pomeriggio la festa del Pd di Terni ha ospitato la presentazione del libro ‘L’Umbria in cammino’ di Alberto Provantini, una raccolta di articoli sulla storia della politica regionale, attraverso personaggi e cambiamenti che hanno segnato un’epoca. La presentazione è stata l’occasione per toccare alcuni temi d’attualità, come il riordino istituzionale della regione. Un argomento che ha aleggiato sull’intera presentazione, moderata dal giornalista Giuseppe Castellini, senza uscire troppo allo scoperto.
L’autore del libro, Alberto Provantini, ha più volte sottolineato l’importanza che il concetto di ‘unità’ ha avuto sulla storia regionale. “Ci sono personaggi nati su territori diversi da quelli su cui hanno poi operato come politici. Ezio Ottaviani, Lello Rossi, Filippo Micheli, Gino Scaramucci: sono solo alcuni esempi di persone che hanno operato senza steccati. Terni ha vinto le sue partite più difficili insieme alla regione e l’unità di tutte le forze politiche, pur nella diversità, è stato l’elemento chiave per superare tanti momenti difficili”.
Per l’assessore Gianluca Rossi «basterebbe leggere il libro di Provantini per capire quanto Terni sia importante per l’Umbria. In generale – ha detto Rossi – la riforma dell’assetto istituzionale del nostro paese ha il difetto di nascere dall’ansia di ridurre la spesa pubblica. Ma la questione non è solo legata a un dimensionamento numerico. Uno dei meriti della crisi è che, dopo anni di silenzi e illusioni, in Italia si torna finalmente a parlare di politica industriale. Anche qui, in Umbria, abbiamo sognato di poter diventare una sorta di ‘giardino d’Italia’ dove vivere bene, potendo fare a meno di un tessuto industriale di un certo tipo». Poi il ritorno ai temi di stretta attualità, con una provocazione che raggiunge il cuore della politica: «Pd e Pdl non sono due partiti. Fra le anomalie di questo paese c’è quella di pensare che le riforme si possono fare senza grandi partiti di massa e popolari. In Umbria, ma è così anche altrove, prevale il confronto costituente ‘Terni-Perugia’ o ‘Terni-Norcia’ piuttosto che un serio confronto fra i due maggiori partiti nazionali». Un silenzio ‘assordante’ che, secondo Rossi, finisce per«sfociare nel ridicolo».
Opinione, questa, condivisa anche da Raffaele Nevi, capogruppo del Pdl in consiglio regionale. «Il libro di Alberto Provantini, a cui mi sento molto legato, parla anche di personaggi che hanno anteposto l’interesse comune, collettivo a quello del proprio partito. Politici in grado di andare oltre le divisioni, rendendo in qualche modo ‘grande’ una regione piccola come la nostra. E sarà l’unità sui valori fondamentali a segnare anche il futuro: l’Umbria si salverà se verranno anteposti gli interessi generali». Il sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo ha ricordato il suo rapporto fraterno con l’autore del libro: «la ‘politica’ di Alberto Provantini era fatta con grande passione e con la convinzione di poter governare i cambiamenti attraverso partiti democratici in senso stretti. Ora – ha aggiunto Di Girolamo – c’è un governo tecnico perché le classi dirigenti hanno fallito. La generazione di Alberto Provantini, fra tante grandi conquiste, sconta la convinzione che attraverso l’ampliamento delle strutture istituzionali locali, si può allargare la partecipazione dei cittadini alla vita politica. Un pensiero che ha portato con sé l’aumento della complessità e della spesa pubblica, oltre ad intrecci non sempre chiari fra politica e mondo privato. Serve una nuova stagione di politiche pubbliche, senza ‘carrozzoni’ e segnata da innovazione e infrastrutture».

