di F.T.
Una mozione di censura verso l’operato del presidente del consiglio comunale di Terni.
L’hanno sottoscritta i rappresentanti di Pdl, Udc, Lista Baldassarre e Terni Oltre. Nel mirino c’è finita la proposta, ritirata in fretta e furia dopo le proteste, di far votare i consiglieri su schede contate e firmate dal segretario generale. Attacco bipartisan: «vogliono controllare i nostri voti».
La proposta – a quanto pare una novità assoluta – è stata avanzata dal presidente dell’assemblea Giorgio Finocchio in occasione dell’elezione dei vicepresidenti del consiglio comunale. L’alzata di scudi è partita dall’opposizione, ma anche dai banchi della maggioranza c’è chi non ha nascosto il proprio dissenso. Come il socialista Giuseppe Boccolini che ha parlato di «metodi sovietici».
Così l’idea è tramontata e alla fine si è votato con una scheda normale. Per la cronaca, le cariche di vicepresidente dell’assemblea sono andate a Giorgio Aquilini Ugolini di ‘Per Terni città aperta’ e a Carlo Orsini del gruppo misto. La votazione ha chiuso anche la ferita aperta rappresentata dalla mancata elezione di David Tallarico , ‘silurato’ dalla sua stessa maggioranza.
Se le ‘grane’ interne sembrano per il momento messe da parte, con logica soddisfazione da parte del primo cittadino, quelle provenienti dalla minoranza si racchiudono nella mozione di censura presentata martedì. «Nella seduta del 27 novembre – si legge nel testo – senza averne fatto cenno in conferenza di capigruppo, il presidente del consiglio comunale ha imposto categoricamente, per la prima volta, l’uso di schede da lui preventivamente disposte. Questo – affermano i rappresentanti dell’opposizione – al fine di esercitare il controllo del voto dei consiglieri di maggioranza, impedendone l’espressione libera e secondo coscienza, introducendo nei loro confronti una cultura del sospetto d’altri tempi e propria di regimi illiberali».
