Federico Pasculli

Si chiama ‘deposito cauzionale’, ma secondo il Movimento 5 Stelle di Terni «si tratta di una nuova gabella del Servizio idrico integrato». E scatta la polemica, con tanto di richiesta di spiegazioni, da parte di Federico Pasculli, il presidente della Commissione consiliare controllo e garanzia.

La delibera «Con solerzia – dice Pasculli – il Sii di Terni ha fatto propria una delibera dell’Aeegsi (Autorità dell’energia elettrica e sistema idrico) e fissato le nuove modalità per la determinazione dell’importo del deposito cauzionale, da applicare agli utenti del Servizio idrico integrato del Comune di Terni e Provincia che non hanno attivato la domiciliazione bancaria».

L’accusa Il presidente del Sii Stefano Puliti, accusa il consigliere comunale del M5S, «in apertura di conferenza stampa di fine anno, ha precisato che ‘il deposito cauzionale non è ‘un’invenzione’ di Sii, ma è dovuto al fatto che dal 1° gennaio noi siamo sotto l’autorità del gas e dell’elettricità’, dimenticando di aggiungere che ciò non è un obbligo, ma una possibilità lasciata in capo al gestore che, come sappiamo, deve fare profitti e che quindi, scusate il gioco il parole, ne approfitta».

«Nessuna spiegazione» Secondo Pasculli, «anche i vecchi utenti devono pagare questo deposito cauzionale che è stato istituito da una delibera successiva alla firma del contratto. Roba da matti. Il Sii è una società consortile per azioni, con prevalente capitale pubblico. Nessuna pubblica amministrazione (su 32 comuni della provincia di Terni) ha osato chiedere informazioni su questa gabella che colpisce chi ha meno dimestichezza con banche e conti correnti, come le fasce più deboli tipo gli anziani che in genere pagano alle Poste tramite bollettino prestampato».

La richiesta Il Movimento 5 Stelle Terni, conclude il consigliere, «vuole vederci chiaro e per tale motivo ha effettuato richiesta, alla società onsortile, della documentazione contabile per poterla analizzare e capire in che modo vengono spesi i nostri soldi».

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