Tiene banco la questione Usi, a quanto pare un’azienda al tramonto. La giunta di palazzo Spada ha già formalizzato la proposta di messa in liquidazione, martedì la decisione spetterà al consiglio comunale. Alla vigilia della seduta, dall’opposizione il consigliere di I love Terni Enrico Melasecche picchia duro: «La manovra in corso è contraria ad ogni principio di trasparenza». L’assessore al bilancio e alle partecipate, Vittorio Piacenti D’Ubaldi replica che «l’obiettivo dell’amministrazione comunale è quello di assicurare il mantenimento degli attuali livelli occupazionali, il sindaco e la giunta – ha detto l’assessore – stanno coraggiosamente affrontando dei provvedimenti nell’ottica di contenere i costi e assicurare i servizi».
L’attacco di Melasecche Come reso noto mercoledì, la messa in liquidazione di Usi è stata studiata dalla giunta comunale, contestualmente al potenziamento di Terni Reti e la reinternalizzazione della gestione del patrimonio, con l’obiettivo di mantenerne servizi e livelli occupazionali. Venerdì la terza commissione consiliare si è riunita proprio per fare il punto sul destino della municipalizzata Umbria servizi innovativi e, in quella sede, Melasecche avrebbe chiesto dei documenti all’assessore Piacenti. In particolare il consigliere, come lui stesso scrive, avrebbe voluto consultare il bilancio consuntivo 2014 e una relazione dei primi nove mesi 2015 di gestione Usi: «Alla mia richiesta – racconta l’esponente di I love Terni – vengono forniti i bilanci 2011, 2012, 2013, l’ultimo dei quali presentava un ridicolo utile di 11 mila euro a fronte di una situazione di liquidità estremamente problematica».
L’affondo Alla vigilia del voto al quale l’assemblea cittadina è chiamata, per chiudere definitivamente la partita attraverso la nomina dei liquidatori, il consigliere scrive: «L’assurdo è che il sindaco pretende dal consiglio un voto di approvazione di una delibera vergognosamente equivoca senza fornire i documenti più elementari, per nascondere oltre sei anni di gestione da parte sua dell’Usi, in cui il Comune si è continuato ad indebitare per sostenere quella società, con trasfusioni continue costituite da commesse gonfiate, per le quali l’Usi, non in grado di fornire le prestazioni richieste, acquistava beni e servizi a costi di mercato e fatturava al Comune gli stessi a prezzi maggiorati rispetto all’alternativa di una gara diretta e trasparente. Un incesto bello e buono, altro che società in house, il cui presupposto avrebbe dovuto essere il contrario di ciò che effettivamente sta accadendo».
La giunta dalle parti dell’amministrazione comunale si parla invece di una semplice razionalizzazione delle municipalizzate, imposta dal quadro normativo nazionale: Le nuovo disposizioni legislative sono chiarissime – dichiara l’assessore al bilancio e alle partecipate Vittorio Piacenti D’Ubaldi –, occorre che gli enti rivedano gli assetti delle partecipate, in particolare laddove esistono sovrapposizioni e doppioni nell’assegnazione dei servizi. Il comune di Terni – ribadisce – si è riappropriato della gestione del patrimonio, finora una delle deleghe più remunerative per Usi. C’è poi una situazione della finanza locale che pesa in maniera considerevole, fino ad ora il Comune di Terni ha versato ad Usi circa 3 milioni di euro l’anno per lo svolgimento di servizi, ora il bilancio non può superare un milione di euro».
Le minacce Melasecche, piuttosto irritato, insiste e ammonisce: «Nessuno pensi di andare in consiglio e, con un colpo di mano della maggioranza, far votare al buio quella delibera senza prima la consegna dei documenti richiesti perché la città ha diritto di conoscere consentendo la reale situazione aggiornata. Ricorreremo se necessario alla magistratura, contabile ma non solo, perché la manovra in corso è contraria ad ogni principio di trasparenza, anzi, proprio la reticenza in atto lascia immaginare un disastro finanziario da nascondere con prepotenza condita da furbizie inaccettabili».
Piacenti D’Ubaldi L’assessore non ci sta a prendersi gli attacchi dell’opposizione e risponde: «Posso assicurare che l’obiettivo mio e dell’amministrazione comunale nel suo complesso è quello di assicurare il mantenimento degli attuali livelli occupazionale, un obiettivo che non è scontato ma che richiede lavoro, senso di responsabilità, il coinvolgimento di altre aziende pubbliche e della Regione. A fronte di questo sforzo, non trovo corrispondenti alla realtà i giudizi pesanti e aggressivi di alcune forze dell’opposizione. Rispetto tutte le critiche ma chiedo alle opposizioni di essere coerenti con quello che fino ad ieri hanno detto e scritto sul tema delle municipalizzate. Alla città, alle aziende interessate alla ristrutturazione, ai lavoratori delle medesime, non servono posizioni politiche assunte alla giornata, in base alle presunte convenienze del minuto, ma serve piuttosto una azione di governo responsabile e lungimirante, quale quella che questa amministrazione sta mettendo in campo».
