di Marco Torricelli
La prende larga, l’ex assessore ed ora consigliere comunale ternano dell’Udc, Enrico Melasecche. Ma, nel fare una valutazione della recente tornata elettorale, mette il dito nella piaga, tutta locale, aperta e alla quale lo stesso sindaco Di Girolamo aveva fatto riferimento nei giorni scorsi.
Il quadro «Nel corso di questi anni – dice Melasecche – non sono stati molti gli esponenti politici che hanno con coraggio detto la loro sulla situazione vera in cui l’Umbria e Terni in particolare stavano precipitando. Noi – ricorda – abbiamo fatto battaglie campali su legalità e trasparenza ma poche, pochissime erano le voci che avevano il coraggio di alzare quelle bandiere, anche su una spesa pubblica spesso debordante, ma imposta da coloro che quelle rendite di posizione gestivano».
Il voto Oggi, argomenta Melasecche, «la situazione è cambiata ed anche a Terni e in Umbria il risultato elettorale premia chi, a livello nazionale, sembra voler affrontare con determinazione alcuni temi fondamentali per riformare il Paese. Certo non su tutte quelle prese di posizione siamo d’accordo, perché ad esempio uscire dall’euro e dall’Europa significa tornare alla vecchia, debolissima lira, che farebbe precipitare, di svalutazione in svalutazione, il potere d’acquisto di stipendi e pensioni».
La realtà locale Per l’esponente dell’Udc «molti altri temi sono però condivisi e pretendono soluzioni. Un movimento che riempie le piazze con la capacità di Grillo di spettacolarizzare la politica, trattando argomenti molto sentiti, ha il dovere morale però, anche a Terni, di confrontarsi per proporre soluzioni all’inquilino di palazzo Spada». Di fronte a quello che definisce «il fallimento dell’inesistente ‘piano strategico’ del Comune, pagine di inutili copia e incolla, di fronte ad una città che sotto gli occhi di tutti è stata sospinta nelle sabbie mobili da cui non si intravede la minima possibilità di risalita, proponiamo una serie di incontri pubblici, da organizzare congiuntamente o alternativamente, in piazza o in ambiente comunque aperto a tutti, perché Terni non può permettersi il lusso di attendere altri mesi nell’ignavia, per incalzare questa giunta rispetto ai problemi urgentissimi che incombono».
Le proposte Primi argomenti, secondo Melasecche, dovrebbero essere «riforma della macchina amministrativa, abbattimento delle spese inutili per aiutare giovani e imprese a creare lavoro, rilancio del ruolo delle società partecipate, università e sanità a Terni, rilancio della cultura, il tutto non come gestione del potere per pochi ma come occasione di crescita civile ed economica». Gli argomenti, conclude, «non mancano, ma soprattutto urgono soluzioni».
