Il presidente del consiglio Ferranti (foto Umbria24)

di Massimo Colonna  

Un minuto e 22 secondi. E’ quanto è durata la nuova seduta del consiglio comunale: il presidente dell’assemblea Francesco Ferranti infatti ha sciolto la riunione al primo intervento visto che prima di procedere bisognerà attendere il termine dell’istruttoria della segreteria generale. Una empasse che di fatto blocca i lavori del consiglio che proprio in questi giorni doveva eleggere i presidenti delle commissioni, in modo da avviare la macchina comunale. Ma, dopo la mancanza del numero legale della seduta di giovedì, ecco ancora un nulla di fatto.

Parla il presidente «E’ in corso un’istruttoria – ha spiegato Ferranti ad inizio seduta – sulla richiesta di accesso agli atti da parte del consigliere del Pd Valdimiro Orsini e sulle verifiche delle incompatibilità di alcuni consiglieri. L’istruttoria aperta dal segretario generale anche con alcune società partecipate del Comune, non è ancora conclusa e per questo si ritiene più congruo sciogliere la seduta dal momento che le posizioni di alcuni consiglieri sono in corso di valutazione». Dunque gli atti firmati in consiglio potrebbero non essere validi nel caso in cui l’istruttoria portasse a casi di incompatibilità e quindi decadenza da consigliere comunale o da assessore. Da qui lo stop ai lavori che riprenderanno soltanto dopo che gli uffici del segretario generale Giuseppe Aronica avranno finito il loro mandato, con ogni probabilità non prima di martedì o mercoledì. In ballo, da quanto trapela, ci sono posizioni da pagare che passano da alcune centinaia di euro fino a diverse migliaia. Alcuni consiglieri avrebbero già sanato il debito, altri non ancora.

Tempi stretti I tempi però rischiano di diventare strettissimi: se il consiglio non potrà firmare nessun documento prima che sia chiusa la questione incompatibilità, ecco che l’elezione dei presidenti di commissione (su cui ancora mancherebbe l’accordo in maggioranza) rischia di allungarsi ad agosto inoltrato. E a quel punto sarebbe sempre più vicina la data del 15 settembre, quando il consiglio comunale dovrà far passare il riequilibrio di bilancio (che tra l’altro venti giorni prima deve uscire dalla giunta ed essere trasmesso a tutti i consiglieri). E a proposito di tempi i gruppi dell’opposizione hanno chiesto di riunire entro il termine perentorio dei 20 giorni il consiglio comunale per l’elezione dei presidenti e dei vicepresidenti delle commissioni. «L’urgenza della convocazione – scrivono in una nota i gruppi delle opposizioni M5S, Pd, SC e TI – è dovuta alle disposizioni regolamentari che impongono al consiglio comunale di rendere funzionali le commissioni entro 15 giorni dalla nomina del presidente del consiglio avvenuta il 19 luglio scorso, così come prescritto dall’articolo 29 comma 2 del regolamento del consiglio comunale».

@tulhaidetto

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