Gino Venturi, segretario della Uil

di Marco Torricelli

La premessa è, si fa per dire, tranquillizzante: «L’anti-politica non alberga nella Uil: la democrazia ha un costo ed è necessario sostenerlo». Poi, però, si capisce che aria tira: «Quello che si contesta è invece l’eccessivo costo, che potrebbe essere ridotto senza alcun nocumento per la democrazia e la funzionalità della pubblica amministrazione».

La tesi Il segretario della Uil di Terni, Gino Venturi, mette in fila alcune considerazioni, che somigliano a sentenze: «Ci pare completamente fuori luogo il dibattito relativo alla sostituzione di un assessore regionale (Gianluca Rossi), di un assessore del Comune di Terni dimessosi (Maria Bruna Fabbri) e di un assessore provinciale (Fabio Paparelli) di cui vengono annunciate le dimissioni». La Uil, dice Venturi, «ritiene che invece di procedere alle sostituzioni si dovrebbe cogliere l’occasione per una riduzione del numero degli assessori, pur garantendo la presenza ternana nella giunta regionale e quella femminile in quella del Comune di Terni».

Il personale Quello di supporto, secondo Venturi, «non verrebbe certo licenziato, ma utilizzato altrimenti e ciò comporterebbe comunque a cascata un reale risparmio». Il numero massimo degli assessori, ricorda Venturi, «è stabilito dalla legge mentre il minimo è definito dei rispettivi statuti. In tutti e tre casi si può procedere ad una riduzione dei componenti di giunta e, ci si potrebbe anche scommettere, nessun danno ne avrebbero i cittadini in quanto a funzionalità dei servizi ed efficienza».

La Regione «Iniziamo dalla Regione dell’Umbria – dice il segretario della Uil – dove si parla con insistenza della sostituzione del neo senatore. Oltre al presidente, attualmente ci sono otto assessori e per noi portarli a sei sarebbe una scelta che potrebbe risultare persino sin troppo moderata. Ma noi ci accontentiamo», perché nel possibile risparmio «dobbiamo considerare non solo le indennità, ma anche il costo degli autisti, dello staff, degli addetti alla segreteria, degli uffici, dei telefoni, delle spese, eccetera. Eliminando due assessorati avremmo complessivamente un risparmio che si aggira tra gli 800 e i 900 mila euro all’anno».

Provincia e Comune Lo statuto della Provincia, dice il segretario della Uil, «stabilisce che gli assessori non possono essere meno di sei. Qualcuno ricorderà che ai tempi del presidente Molè erano anche meno e le cose non andavano peggio. Oggi gli assessori sono otto, quindi potremmo eliminare due assessorati. Il risparmio sarebbe di certo superiore ai 160 mila euro all’anno». Per quanto riguarda il Comune di Terni, insiste Venturi, «invece di sostituire l’ex assessore Fabbri, se ne potrebbero eliminare altri due. Quindi, tre assessorati in meno, con un risparmio di circa 200 mila euro».

I conti Complessivamente dunque, conclude Gino Venturi, «garantendo la democrazia e l’efficienza, la rappresentatività di genere e quella territoriale, si potrebbe da subito ridurre il numero degli assessori, pur rimanendo nel pieno rispetto della legge e degli statuti. Con un risparmio complessivo che, a tenerci bassi, si può quantificare in circa un milione e 200 mila all’anno. Risparmio che per la piccola Umbria è particolarmente significativo. Con quella somma si potrebbero far lavorare, con vantaggio dunque anche per l’efficienza dei servizi, ben 60 giovani disoccupati».

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