Il consiglio provinciale di Terni ha approvato le procedure di predissesto finanziario con il voto della maggioranza e quello contrario dell’opposizione. «La decisione – ha spiegato il presidente Di Girolamo in una nota – è stata assunta dopo aver preso atto dell’impossibilità, nonostante gli sforzi fatti, di coprire il disavanzo di 4,5 milioni di euro». La procedura prevede la presentazione entro 90 giorni al ministero e alla corte dei conti di un piano di rientro spalmato su dieci anni.
Forma di tutela «L’atto votato – ha detto Di Girolamo – tutela l’ente da eventuali procedure esecutive e ci consente di giungere ad un riequilibrio finanziario senza inficiare l’operatività dell’ente e la forza lavoro. La Provincia si trova in questa situazione nonostante i conti in ordine, nessun ricorso ad anticipazione bancarie e il rispetto del patto di stabilità».
Parla il vicepresidente In consiglio anche l’intervento del vicepresidente Giampiero Lattanzi: “Aver tenuto fede a tutti i parametri finanziari non è stato sufficiente, poiché i criteri per i tagli imposti dallo stato hanno pesato e ci hanno condizionato in maniera decisiva. Questa manovra ci consente di mantenere dignità istituzionale e operatività e di trasformare questa situazione in opportunità, grazie anche ai lavoratori della Provincia che in tutto questo tempo hanno mostrato sempre grande professionalità e disponibilità».
Contenzioso giuridico Di Girolamo e Lattanzi hanno anche annunciato il prossimo avvio «di un contenzioso giuridico con il governo per l’entità dei tagli ritenuti sovradimensionati rispetto ad un ente caratterizzato sempre da una buona amministrazione». Sergio Bruschini (Provincia Civica) ha posto l’accento sul mantenimento dei servizi e sulla salvaguardia dei posti di lavoro. “Vanno trovate anche soluzioni adeguate per i dipendenti non ancora ricollocati. Su tutta questa vicenda la Regione non ha fatto tutto quello che poteva fare. La Provincia di Perugia ha chiuso il bilancio e stava peggio di quella di Terni».
I consiglieri «Oggi chiudiamo una fase per aprirne un’altra – ha affermato Giuseppe Germani (Democratici, progressisti e riformisti) – consentendo all’ente di mantenere la sua operatività. Dobbiamo però domandarci quale sarà il suo futuro». Secondo Manuela Beltrame (Provincia civica) «questa manovra ricadrà sulle tasche dei contribuenti, oggi la Provincia è un ente che non serve più». Per Leonardo Grimani (Democratici, progressisti e riformisti) «il predissesto consentirà alla Provincia di ripartire ma occorre aprire presto un tavolo di confronto per capire quale sarà il suo ruolo futuro».
