Sindaco e giunta al completo

Se la costituzione della giunta comunale – e l’elezione del presidente del consiglio – non hanno risparmiato colpi di scena e anche qualche mal di pancia, non mancano le prese di posizione – interne ed esterne al Partito democratico – rispetto alla nuova squadra di governo della città messa insieme dal sindaco Leopoldo Di Girolamo.

I social Le critiche, del resto, erano state sollevate fin da subito – e in alcuni casi erano anche piuttosto feroci – rispetto alle scelte operate dal rieletto primo cittadino, specie attraverso i social network, dove alcuni rappresentanti della stessa parte politica (e, spesso, dello stesso partito) si sono lasciati andare a commenti non proprio incoraggianti per la nuova giunta. Ma la questione non sarebbe tanto legata alle persone, quanto, piuttosto, alla rappresentanza politica.

Il circolo A Borgo Bovio il Pd ha un circolo ‘pesante’, in termini di iscritti e di personalità rappresentative – l’ex assessore Sandro Piermatti, per dire – e il documento che lo stesso circolo ha prodotto somiglia ad una mattonata – parla di «logiche compensative» che avrebbe caratterizzato le scelte del sindaco e del consiglio – scagliata contro le finestre di palazzo Spada.

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«Scelte non comprensibili» Secondo i piddini di Borgo Bovio «Di Girolamo poteva elaborare il segnale che la città aveva dato, declinandolo attraverso un percorso di continuità ragionata con il recente passato, oppure affidarsi a logiche nuove, caratterizzate da criteri di merito, autorevolezza, competenza tecnica, visione politica. Per noi non è stata scelta né la prima né la seconda via. È così emersa una proposta che non risulta pienamente comprensibile né coerente con i segnali politici del voto».

Giunta e presidente Dopo una critica, nemmeno tanto velata, al «lavoro di individuazione del presidente del consiglio comunale», definito «fallace, impreciso, ancora una volta non pienamente coerente né trasparente», le bordate del Pd di Borgo Bovio arrivano sulla giunta: «Il risultato, in termini di preferenze raggiunte, sembrava aver palesato un ampio consenso verso gli assessori. Sono state, piuttosto, individuate persone che palesemente risultano espressione di partiti, ma che non si sono candidate, altre che lo hanno fatto con chiarissimo insuccesso, altre ancora hanno ricevuto deleghe importanti e hanno già avuto ruoli chiari in altri ambiti politici, pur venendo identificate come cariche tecniche».

«Troppa destra» Poi c’è un affondo preciso: «Nonostante l’insuccesso pesante della destra cittadina, nella nostra giunta c’è un po’ di destra, non quella dei partiti, ma quella culturale, quella di formazione, quella di metodi e visione». Una valutazione, quella fatta dal Pd di Borgo Bovio, che fa il paio con quelle che, in vari ambienti cittadini riconducibili allo stesso partito, fanno notare che «il punto debole è quello dell’assenza di una rappresentanza dell’area cattolico-popolare all’interno della nuova compagine. Quell’area politica, cioè, sulla quale si è creato il consenso tra i cittadini e che ha contribuito alla nuova elezione dello stesso Di Girolamo, e che sembra essere stata ‘dimenticata’ o, peggio, accantonata nel nuovo mandato».

«Poco Renzi» E non si tratterebbe neppure di una sorta di ‘rottamazione’, «che certo potrebbe ricondursi al trend nazionale, visto che, nella nuova squadra, non si scruta neppure una rappresentanza ‘renziana’. Altro motivo, peraltro, di perplessità tra gli interessati, per un’evidente controtendenza rispetto alle politiche di rinnovamento attuate – o quantomeno annunciate – dal partito a livello centrale».

Le valutazioni In effetti, procedendo in maniera più o meno analitica, i fatti sembrano supportare la tesi, se si pensa che gli unici referenti effettivamente ‘politici’ di questa giunta sarebbero Stefano Bucari ed Emilio Giacchetti (entrambi considerati particolarmente vicini a Rossi), e Vittorio D’Ubaldi (più vicino al capogruppo Andrea Cavicchioli). Per il resto si è optato per l’inserimento di tecnici, per una più forte espressione della rappresentanza civica. Ma se questo è da ritenersi, a tutti gli effetti, un rinnovamento; in molti, sia all’interno che all’esterno del Pd considerano un errore il fatto di non avere una rappresentanza politica in grado di esprimere appieno il risultato elettorale. Un aspetto tutt’altro che banale e che potrebbe essere fatto pesare nelle prossime settimane. O, meglio, come ha già iniziato a emergere durante le prime sedute di lavori del consiglio comunale.