Leopoldo Di Girolamo

di Marco Torricelli

Era previsto per questa settimana, ma l’inserimento di Maria Grazia Proietti come nuovo assessore nella giunta comunale slitterà, quanto meno, alla prossima. E non è detto che – alla luce di quello che è successo nelle urne – quello che opererà il sindaco Di Girolamo sia un semplice reintegro della cosiddetta ‘quota rosa’.

Nuovi equilibri Quello della dottoressa Proietti, dirigente del servizio di geriatria dell’azienda ospedaliera ternana – che andrebbe a sostituire, ovviamente con deleghe diverse, Maria Bruna Fabbri, dimessasi in dicembre per motivi professionali – potrebbe, infatti, non essere l’unico elemento di novità: «Quello che è successo domenica e lunedì – conferma il sindaco Di Girolamo – non è certo un fatto che possa essere liquidato con leggerezza. Ci troviamo di fronte ad una realtà e ad equilibri di forze completamente diversi rispetto a quelli con la quale eravamo abituati a confrontarci fino a pochi giorni fa e, sia nelle amministrazioni di centro-sinistra che in quelle di segno diverso, dovremo tutti farci i conti».

Rimpasto? Significa, prosegue il sindaco di Terni, «che dobbiamo prendere atto della presenza di un soggetto nuovo, come il Movimento 5 stelle, che rappresenta istanze importanti e con il quale è giusto e doveroso confrontarsi». Ovvio, spiega Di Girolamo, che è giusto ricordare come il voto nazionale «non può incidere, nell’immediato, nella composizione di un governo locale, ma è innegabile che il risultato del 24 e 25 febbraio deve imporre, a chi vuol governare il territorio con coerenza e correttezza, una valutazione seria, per quanto serena». Potremmo, insomma, registrare molto di più di un semplice reintegro di un’assessore ‘rosa’? «Di sicuro assumeremo delle decisioni nell’interesse della città – dice il sindaco – ma solo dopo una valutazione fatta all’interno del Pd e della coalizione che sostiene la giunta».

Le polemiche Anche con il rischio di riaprire vecchie ferite – anche e soprattutto nei gruppi consiliari, in comune, ma anche in provincia dello stesso Partito democratico – mai del tutto rimarginate: «La dialettica interna – dice Di Girolamo – è stata sempre molto vivace e non mi aspetto certo che venga sopita in questa fase. Ma sono certo che, come sempre, questa possa rappresentare un valore aggiunto importante». Anche perché, a ben vedere, è già tempo di iniziare a pensare, a maggior ragione dopo questa tornata nazionale, alle elezioni amministrative, in programma tra un annetto, più o meno: «Proprio per questo – conferma il sindaco – sarà necessario analizzare con attenzione quelli che sono i significati veri, a Terni e non solo, del dato emerso dalle urne». Con i ‘renziani’ che andranno all’attacco: «Non farei questa distinzione – frena Di Girolamo – che peraltro è superata nei fatti dalla sincera collaborazione offerta da Matteo Renzi nella recente campagna elettorale». Però qualcosa è cambiato: «Questo è sicuro».

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