Paolo Crescimbeni

di M. To.

Una porta in faccia. Sbattuta pure forte. A questo somiglia la replica del vertice ternano di Forza Italia alle esternazioni del consigliere comunale Fabio Biscetti, relative alla possibile candidatura dell’avvocato Paolo Crescimbeni a sindaco.

Dichiarazioni personali Il segretario provinciale di Forza Italia, Enrico Masciarri; il suo vice, Sergio Bruschini e il segretario comunale, Umberto Torchio, con una ‘puntuta’ nota congiunta, replicano a muso duro a Biscetti: «A volte anche dichiarazioni del tutto personali che non sono riconducibili a nessuna diaspora o componente che dir si voglia interna a Forza Italia possono sortire l’effetto opposto per le quali magari sono state pronunciate. Ovvero quello di aver accelerato un processo condiviso ed improntato dalla commissaria regionale, Catia Polidori, al raggiungimento della migliore candidatura per Terni, insieme a tutto il partito, a partire dal capogruppo in consiglio regionale, Raffaele Nevi».

Biscetti, chi? Secondo i tre dirigenti di Forza Italia, «Biscetti parla già come un ex consigliere di FI. Con le sue esternazioni dimostra non solo di non conoscere il lavoro che il partito sta facendo, ma nemmeno l’unità. Pur rispettando la libertà di parola di tutti può parlare a solo titolo personale.Le parole e le posizioni personali del consigliere, di fatto, poi si smentiscono dai fatti».

L’unità Forza Italia, a Terni, scrivono Masciarri, Bruschini e Torchio, «grazie alla responsabile collaborazione di tutti i suoi aderenti ed anche del suo nel lavoro svolto nelle istituzioni e nel partito e del suo gruppo dirigente ha saputo mantenere unito il movimento in un momento di grande difficoltà. Non ci sono state diaspore o fuoriuscite verso il Ncd ,come magari in altre realtà, e ora si debbono raccogliere i frutti di questa forza e la nuova riorganizzazione».

Il candidato Paolo Crescimbeni, chiariscono i tre dirigenti, «è il candidato che unisce di più il centro destra, quello che ha capacità, esperienza e curriculum. A questa scelta partecipa tutto il gruppo dirigente locale, a partire da Nevi fino al coordinamento provinciale e comunale». Non ci sono, garantiscono, «pezzi che vanno per proprio conto. Chiunque quindi pensi di avere la fotografia di un partito lacerato, o che, come si é voluto far credere lavora per bande, è fuori dalla realtà e si ricrederà sempre dai fatti».

Le ‘veline’ Certo, concedono Masciarri, Bruschini e Torchio, «è innegabile che qualche articolo velina o posizione a mezzo stampa c’è, stata ma sappiamo che l’unanimismo o il centralismo democratico non è e non potrà mai essere il Dna di Forza Italia. Su una cosa ripetiamo non si transige, ovvero le posizioni ufficiali non possono essere attaccate, strumentalmente e personalmente».

La minaccia Poi, nel finale, arriva la stoccata più dura nei confronti di Fabio Biscetti: «Tutti gli organismi rappresentativi, a partire dalla segreterie provinciale, supportata dal nostro commissario regionale, sente il dovere nei confronti dei cittadini e dell’elettorato, di isolare certi atteggiamenti che non possono e devono continuare, a meno che non ci riconosca più nel partito e nei suoi organismi».

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