di M.To.

Solo mercoledì il sindaco aveva annunciato che, secondo lui, «la città è andata avanti», ma Forza Italia replica a stretto giro che, secondo lei, non è proprio così. E lo stesso vale per l’associazione-lista civica Terni Città Futura.

Forza Italia «Dalla conferenza stampa di fine anno del sindaco Leopoldo Di Girolamo – dice il capogruppo in consiglio comunale di Forza Italia, Federico Brizi – emerge l’immagine di una città che non ha corrispondenza con quella che è vissuta quotidianamente dai ternani. Tutti i grandi progetti per creare lavoro ed economia promossi dalle amministrazioni di sinistra negli ultimi 15 anni sono falliti».

Le cose non fatte E fa l’elenco: «Mi riferisco al polo universitario, per il quale sono stati spesi milioni di euro nelle strutture senza far realmente attecchire l’università a Terni; al centro multimediale; agli studios di Papigno; all’Isrim; al centro di ricerche sulle biotecnologie; solo per citare i casi più gravi di occasioni sprecate da una città dove la pressione fiscale non è rimasta invariata, ma fa sentire il suo peso più che mai e data da una molteplicità di ‘tasse’ più o meno mascherate, a partire dalle multe per l’autovelox, alle imposte sulla pubblicità al massimo delle aliquote, all’Imu, ai lucernari, eccetera».

Subalterni a Perugia Secondo Brizi «ci ritroviamo in una città ripiegata su stessa e in particolare schiacciata da Perugia, dove continuano ad essere convogliate le risorse regionali su progetti faraonici ed inutili, ad iniziare da quelli della mobilità alternativa, alla candidatura a capitale europea della cultura. Terni continua ad essere messa ai margini da una regione che ha riversato solo i propri fallimenti, da Umbria Mobilità, a Webred, al sistema sanitario. Terni merita altro, merita di riprendere un proprio ruolo».

Terni Città Futura Più che parole, denuncia Michele Rossi; di Terni Città Futura, ma anche dell’Udc; il sindaco ha utilizzato «tanti dati, numeri, ovvero le posizioni della nostra città in quelle classifiche così tanto care a questa amministrazione. Numeri dopo numeri per convincere che Terni è viva ed è addirittura migliorata». Ma secondo lui non è così.

Le contestazioni Secondo Rossi è «a dir poco singolare che tra le cose fatte non si possa far altro che annoverare la fontana di piazza Tacito e piazza dell’Olmo; per la prima non si sa se e come procederanno i lavori, per la seconda addirittura neanche sono iniziati; mentre si parla del Piano d’ambito dei rifiuti, con la raccolta differenziata passata dal 32% al 46%, ma ancora molto lontano da quel 65% obiettivo lanciato nell’ultima campagna elettorale».

I numeri Per Terni Città Futura non basta citare «dati e classifiche, con la convinzione esplicitamente espressa che ‘i dati sconfiggono le polemiche’. In politica conta di più ciò che pensano i tuoi amministrati, la percezione della gente, la loro sensibilità; è con questo che occorre confrontarsi e fare i conti. Non c’è classifica che certifichi il buon amministrare meglio del comune sentire».

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