di Marco Torricelli
Che potesse finire così, lo si era detto subito. Fin da quando, era settembre, Dario Guardalben uscì allo scoperto e lanciò la sua candidatura a sindaco di Terni. Ma adesso la cosa sta maturando e Forza Italia potrebbe cambiare in corsa il proprio candidato a sindaco: puntando sull’ex senatrice e ex vice presidente del consiglio regionale, Ada Spadoni Urbani.
Forza Italia Da quando Guardalben si fece avanti, sembra passato un secolo: intanto perché allora c’era ancora il Pdl – poi diviso tra la rinata di Forza Italia e Nuovo centro destra – ma anche per i tanti mugugni che, dentro la stessa Forza Italia; soprattutto da chi vuole puntare su una politica più ‘aggressiva’, rispetto a quella che è la ‘cifra’ caratteristica di Guardalben, erano emersi nei suoi confronti.
Ada Urbani Lei – di origini ternane, arma che nel partito stanno già affilando – nei giorni scorsi, aveva ricordato che, da senatrice, si era « molto occupata dei problemi di Terni» e ovviamente «delle acciaierie». Facendo intendere che, se – e lei è sempre stata considerata molto vicina a Silvio Berlusconi; oltre che alla ‘commissaria’ regionale, Catia Polidori – «mi fosse chiesto da tutti, ci potrei provare». E, infatti, molto probabilmente le toccherà provarci
L’acclamazione Il problema è che Dario Guardalben aveva ricevuto il ‘via libera’ «per acclamazione», come aveva sottolineato il coordinatore provinciale, Enrico Masciarri; mentre il suo vice, Sergio Bruschini, si era spinto a dire che «non servano suggestioni, programmi ad effetto, candidature sempre tirate fuori da un cilindro magico, che non danno valore aggiunto, ma che si improvvisano al minuto solo per incuriosire l’elettorato senza peraltro, come dimostrato in molte altre occasioni, portare via nulla al bacino elettorale antagonista al centro sinistra».
Dario Guardalben Lui, il candidato a cui si potrebbe essere costretti a dire: «Grazie lo stesso, ma devi farti da parte», non ha gradito. Già nei mesi scorsi aveva dovuto fare i conti con le prese di posizione – molto spesso in privato, ma anche in pubblico – di esponenti autorevoli, o comunque in grado ‘muovere voti’, che esordivano con «premesso che ho grande stima e rispetto per il professor Guardalben», concludevano con «non credo che sia il candidato giusto».
La lista civica Ci aveva messo parecchia pazienza, il professore, arrivando a dirsi pronto ad affrontare il passaggio delle primarie di coalizione – ma sempre come candidato di Forza Italia – mentre adesso lo scenario si prospetta radicalmente diverso. E lui potrebbe ‘prendere cappello’: magari dando vita ad una lista civica che porti il suo nome. Per Forza Italia e per i vertici territoriali che tanto si sono sbilanciati in questi mesi, sarebbe un bel problema
