di Marta Rosati
«Le forze di opposizione devono restare unite in questa fase perché a questo punto l’obiettivo è il commissariamento del Comune di Terni». Così gli esponenti ternani di Forza Italia a poche ore dalla manifestazione di sabato pomeriggio, lanciata dalla Lega Nord e condivisa dall’intero centrodestra. Sulla stessa lunghezza d’onda gli esponenti di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale che nel primo pomeriggio hanno esposto le ragioni dell’adesione alla discesa in piazza. Tra le forze di opposizione presenti in consiglio, al presidio sotto il Palazzo sabato mancheranno i grillini: «Questioni organizzative – spiegano – l’abbiamo saputo tardi».
Cecconi: «Oggi scende in piazza l’alternativa di governo». Video
Palazzo Spada Dal municipio sabato mattina il consigliere regionale Raffaele Nevi, affiancato da quello comunale Stefano Fatale, ma anche da Sergio Bruschini, Luca Proietti Scorsoni, ha consegnato il verbale dell’ultima assemblea Usi, la partecipata del Comune di Terni messa in liquidazione un anno fa: «L’assessore Vittorio Piacenti D’Ubaldi – ha detto Nevi – attacca i grillini spiegando che col loro modo di fare opposizione rischiano di causare danni alle aziende che lavorano col municipio, ma omette di dire che dietro alla liquidazione di Usi c’è il fallimento di alcune aziende del territorio». In questo senso gli esponenti di Forza Italia hanno annunciato che il verbale dell’ultima assemblea finirà al centro di un esposto alla procura della Repubblica. Il gruppo di opposizione, inoltre, si è detto contrario alla privatizzazione delle Farmacie comunali «perché in considerazione dei disequilibri economici e finanziari di Palazzo Spada – hanno motivato – c’è il rischio concreto di una svendita».
Sergio Bruschini: «Predissesto certifica fallimento». Video
Fratelli d’Italia-An Alle 15, nella stessa sala erano seduti il capogruppo Fd’I in regione Marco Squarta, Alfredo De Sio, Franco Zaffini e il capogruppo in consiglio comunale a Terni Marco Cecconi. Quest’ultimo ha spiegato le ragioni della manifestazione di sabato: «Quella che scende in piazza oggi – ha affermato – è la vera alternativa di governo a Di Girolamo, quello stesso centro-destra che è arrivato al ballottaggio alle precedenti consultazioni amministrative, quello che sta facendo bene in altre città dell’Umbria e che chiede a tutte le forze della città di unirsi contro un progetto politico fallimentare che vola basso sulle ali di un predissesto. Non possono essere gli stessi soggetti che ci hanno portato a questo, i garanti di una fase delicata come quella che si è aperta».
M5s I Cinque stelle non hanno aderito all’iniziativa di sabato pomeriggio e a renderlo noto sono proprio gli esponenti di Fd’I: «Abbiamo invitato tutti, loro hanno scelto di non esserci». Non perché non condividano nel merito le questioni poste ma «solo per ragioni organizzative – spiegano a Umbria24 -, siamo stati avvertiti in ritardo e per portare un numero consistente di persone in piazza occorre una campagna comunicativa importante, soprattutto quando si decide di scendere in campo con altre forze politiche». Chi sarà in piazza Ridolfi alle 17 chiede una cosa sola, Cecconi: «Di Girolamo consegni le chiavi di Palazzo Spada al commissario prefettizio». Come reagirà il primo cittadino? «Il Pd ha perso tanti pezzi, faranno di tutto per mantenere la bandierina su Terni ma sarà la grandissima montagna di debiti a convincere il sindaco a mollare la baracca»
Forza Italia Ci troviamo in una situazione in cui, oltre al dichiarato predissesto – dice Fatale – abbiamo una città sporca, in cui la raccolta rifiuti non funziona; stamattina addirittura si è aperta una voragine in pieno centro e intanto i dirigenti ci dicono che non ci sono i soldi per le manutenzioni». «Dopo le dichiarazioni di Piacenti D’Ubaldi che accusa i grillini di irresponsabilità – attacca Nevi – mi sento di dire che noi siamo dalla parte degli irresponsabili. Ma questa amministrazione purtroppo non si rende conto di quello che dice. Il commissariamento sarebbe di gran lunga migliore dell’attuale giunta. I veri irresponsabili sono loro e questo deve emergere con chiarezza perché c’è il rischio che passi l’idea che i debiti fuori bilancio sono un a cosa normale».
Raffaele Nevi In conferenza stampa il consigliere regionale porta con sé il verbale dell’Assemblea ordinaria Usi datata 9 settembre 2016 e la annuncia come «Piena di cose gravissime, denunce di fatture false, richieste di modifica di bilanci, ritardi e soprattutto soldi mai versati e dietro ai quali si nasconde il fallimento di molte aziende. Altro aspetto assurdo di questa amministrazione è il fatto che i canoni dell’idroelettrico siano utilizzati per coprire i buchi di bilancio. Noi crediamo che sia necessario destinare quelle risorse per migliorare la qualità dell’ambiente in termini di investimenti progettuali che possono guardare alle politiche green o al turismo. La Regione destini pure questi soldi a Terni ma non per la spesa corrente o per iniziative culturali di chissà quale tipo». Nevi alza poi gli scudi sulle partecipate: «Non siamo contrari alla privatizzazione in sé, ma se nel caso di Farmacia Terni questo significa svendere allora non ci stiamo. Secondo noi inoltre questa amministrazione non sta vigilando a dovere sugli impegni presi dall’acciaieria in fase di accordo nei confronti della città e delle parti sociali. Terni sta completamente abbandonando le partite serie da giocare e pensa ad accordi politici e rimpasti, Palazzo Spada sta compromettendo il futuro delle prossime generazioni. Siamo vicini ai grillini, ci sentiamo tanto ‘irresponsabili’ quanto loro come dice l’assessore al bilancio. Facciamo squadra contro la giunta».
Squadra contro gestione Di Girolamo «Prima ancora che politico qui il problema è tecnico-amministrativo – ha spiegato Bruschini – perché al momento dei conti la prima postilla riguarda i debiti fuori bilancio, non devono esistere; come invece è emerso questa amministrazione ha fallito anche in tal senso. Si proceda con il commissariamento e si torni alle urne poi saranno i cittadini a scegliere». «L’ente Comune – ha concluso Proietti Scorsoni – si sta scollando dal tessuto sociale della città, chi si è battuto per Terni capitale della cultura è stato cacciato, gli assessori tecnici in generale sono stati tutti allontanati, eppure erano stati nominati proprio per fare da collante con la società civile. Il sindaco ha parlato di sobrietà ma ha provato a chiedere se i quattro esclusi sarebbero stati disposti a lavorare con un compenso ridotto?»
@martarosati28
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