di Marta Rosati

A suscitare ilarità, pur nelle difficoltà pregresse del caso e i dubbi che nutrono dalle parti del Movimento cinque stelle, è il ‘Giardino delle mura’, quella proposta di riqualificazione con la quale l’amministrazione di palazzo Spada ha trovato l’accordo col demanio per l’acquisizione di Largo Cairoli. I contorni della delibera confezionata dalla giunta non convincono i pentastellati e quando la Trenta, alle perplessità, affianca pure un’insinuazione… altro che demanio, il democratico Orsini vede il Demonio. Dai grillini la richiesta di un parere da parte della terza commissione, ma l’atto resta in discussione e alla fine l’atto viene approvato.

Largo Cairoli Sull’area de centro cittadino dove insistono da lunghissimo tempo dei box commerciali, la Giunta ha trovato un accordo col demanio, per acquisire la superficie, basato su progetto preliminare che prevede anche lo spostamento dei venditori ambulanti della zona che, come ha spiegato l’assessore all’urbanistica Andreani «andranno ricollocati. Nei prossimi mesi – ha aggiunto – l’amministrazione troverà una soluzione per sistemarli altrove». Secondo quanto si apprende dalla delibera, l’intervento, denominato ‘Giardino delle mura’, è stato inserito nel piano triennale delle opere pubbliche e prevede un investimento di 500 mila euro nel 2016 (di cui 200 mila da mutuo e 300 mila proventi di alienazioni) e altri 600 mila euro nel 2017 (per metà frutto di capitali privati, per l’altra metà di alienazioni).

Le perplessità del M5s In prima commissione, come riferito dal presidente Chiappini (Terni città aperta), la delibera non ha incontrato ostacoli, anzi è stata approvata con voto unanime. Dai banchi dell’opposizione, inoltre, l’ipotesi trova il parere favorevole di Melasecche (I love Terni): «Largo Cairoli ha rappresentato tema d’interesse in aula e tra opinione pubblica e stampa, per almeno vent’anni – ha detto il consigliere – dopo un iter lunghissimo finalmente si conclude l’acquisizione da parte del Comune nei confronti del demanio; è tempo di riqualificare – aggiunge -, quelle baracche (riferito ai box commerciali) sono una vergogna per il centro storico della città». Pasculli e Pococacio del Movimento 5 stelle, però, storcono il naso: «Perché mai dovremmo votare un progetto non ben definito, basato su un investimento aleatorio? Si fa riferimento ad alienazioni e fondi di capitale privato di cui non conosciamo entità, sarebbe opportuno il parere dell’assessore al bilancio Piacenti D’Ubaldi». Di fatto, i grillini chiedono dunque formalmente un rinvio dell’atto in terza commissione.

Trenta A favore della richiesta dei colleghi, Angelica Trenta, la quale si lascia scappare un’insinuazione che manda su di giri l’esponente del Pd Orsini: «In quella zona  – attacca la pentastellata – neanche un anno fa incontrammo cittadini e commercianti per confrontarci sulla riqualificazione, qui si chiede invece di approvare un progetto risalente addirittura al 1991, mi chiedo se sia stato condiviso oltre le mura di questo Palazzo e le decisioni siano state prese con chi vive il quartiere o le proposte siano state messe nero su bianco già belle che confezionate perché la giunta sa già a chi assegnare i lavori».

Orsini Contro il rinvio in commissione il consigliere Orsini: «L’intervento sull’area di Largo Cairoli, è già da moltissimo tempo nei programmi dell’amministrazione comunale e non ha mai trovato realizzazione per le controversie con il demanio, non credo sia il caso di perdere altro tempo – prosegue Orsini – occorre procedere alla riqualificazione. E poi non posso tollerare quanto insinuato dal consigliere Angelica Trenta («L’amministrazione sa già a chi affidare i lavori»), smettetela con questo atteggiamento che non vi porta de nessuna parte, si farà una gara pubblica come sempre in questi casi, tutto questo sospetto che voi alimentate non porta nulla di buono – poi la conclusione a effetto – Trenta, è inutile che fa la birichina».

Atto approvato Il botta e risposta colorito fa sorridere gli altri consiglieri, la Trenta chiede la parola per soli dieci secondi e rivolgendosi ad Orsini replica: «Lei è proprio un cattivone guardi, un cattivone». I due continuano per un po’ a ‘beccarsi’ a microfoni spenti, tanto che la Masiello (Pd) è costretta a rettificare il voto perché nella confusione vota erroneamente a favore del rinvio in commissione. In ogni caso, la proposta dei 5 stelle viene respinta e l’atto viene approvato senza passare al vaglio dell’assessore Piacenti.

Twitter @martarosati28

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