Silvano Ricci

di M. To.

Due spine. Certo, magari più piccole rispetto a quelle rappresentate dal bilancio consuntivo o dalle questioni legate al fosco futuro delle acciaierie, ma che sicuramente verranno accuratamente spinte in gola al sindaco Di Girolamo.

Le questioni Hanno nomi e cognomi, le due spine: Silvano Ricci e Moreno Rosati. Il primo, ex assessore comunale ed oggi semplice consigliere, al quale starebbe per essere assegnata una competenza specifica per quella ‘cooperazione internazionale’ che faceva parte delle sue deleghe nella passata amministrazione; il secondo, subito dopo essere stato assunto in Comune, con un contratto a tempo determinato –  per «attività di supporto al sindaco» – ha visto il suo stipendio aumentato, da una delle prime delibere di giunta, al livello di un funzionario, perché «assicura la regolarità delle funzioni anche fuori dall’orario di lavoro, nei giorni di sabato e domenica e negli altri giorni festivi».

La polemica Inutile dire che le due cose non sono passate inosservate ed il consigliere comunale di ‘I love Terni’, Enrico Melasecche è partito, da lontano, lancia in resta: «Tutti ricordano la vergogna della consulente per la pace, moglie di un facoltoso dirigente del Pci, cui Raffaelli (il sindaco che ha passato il testimone a Leopoldo Di Girolamo nel 2009; ndr) assegnò una prebenda per fare nulla. Ufficio a disposizione, prima a Terni poi a Perugia, presenze quasi zero. Dubitiamo persino dei risultati raggiunti sul fronte della pace nel mondo. La nostra protesta produsse la conclusione anticipata di quella strana, demagogica avventura».

Ricci Da qui, l’attacco di Melasecche. Che è spietato: «Ricci, tradito il partito di appartenenza, Rifondazione comunista, grazie a cui fu catapultato, senza arte né parte a dilettarsi a fare l’assessore ai lavori pubblici, adesso viene premiato per il salto della quaglia in Sel ed ottiene, da semplice consigliere, una sorta di mini assessorato agli scambi internazionali con tanto di stanza a disposizione e segretaria tutta per lui, una sorta di ‘Farnesina de’ noantri’».

La richiesta Quanto «ai risultati prodotti durante il suo quinquennio sul fronte dei gemellaggi – prosegue il consigliere comunale di ‘I love Terni’ – abbiamo solo certezze: nulla di nulla, non un meeting culturale con le tribù sahariane del Sarawi non scambi giovanili con i giapponesi, nè un incontro fra operatori economici con Saint Ouen, il sobborgo industriale di Parigi; solo una partitina di pallone con ex consiglieri comunali di Città Aperta». E quindi, ecco la richiesta: «Rinunci a stanze e segretarie pagate dai cittadini ternani in crisi e devolva il controvalore per aiuti concreti a quella gente che ha veramente bisogno».

Rosati Anche nei suoi confronti Melasecche è sferzante: «Sta facendo passi da gigante, da ‘maggiordomo’ del sindaco si è prima assicurato lo stipendio che il suo mini diploma da III media gli consentiva e adesso, prima ancora di aver prodotto risultati, ottiene altri 14mila euro anticipati di indennità aggiuntive per merito futuro. Ci auguriamo che produca gli stessi risultati ottenuti per se stesso a favore delle migliaia di famiglie ternane in difficoltà. La verità è che il sindaco premia anche qui il supporto alla propria campagna elettorale e tutto questo suona come offesa a chi ha bisogno».

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