Gli esponenti di FDI

di Fabio Toni

Uno sforzo a largo raggio per «ribaltare il tavolo e dare una chance alla città». Ad invocarlo sono gli esponenti ternani di Fratelli d’Italia: «Se è vero che si vuole tentare di vincere – dicono – è ora di finirla con la logica del miglior perdente».

Coalizione del cambiamento Con i cingolati già accesi in vista delle amministrative, spetta al consigliere regionale Alfredo De Sio spiegare i contenuti della proposta politica: «Invochiamo la nascita di quella che potremmo chiamare la ‘coalizione del cambiamento’, lontana dalle vecchie logiche partitiche e che rappresenti una risposta all’egemonia conservatrice del Pd». L’obiettivo è «intercettare la disaffezione – e in qualche caso l’avversione – dei cittadini verso la politica, per invertire il declino».

Reset «Vogliamo aprire un dialogo, e in parte lo abbiamo già fatto, con tutti quelli che non si riconoscono in questa amministrazione e in questo sistema di potere – spiega De Sio -, non solo partiti, ma anche movimenti civici e semplici cittadini». Esempi? «Una disponibilità al confronto l’abbiamo riscontrata ad esempio in Franco Todini, negli esponenti del Nuovo Centro Destra che è in fase di organizzazione, ma anche altri soggetti civici (lo stesso Francesco Bartoli, ndR) che raccolgono il disagio di tanti». E con i cinque stelle? «Alcune idee sono condivisibili, ma il movimento è caratterizzato da un certo isolamento ideologico che porta a escludere la possibilità di un’intesa».

Passo indietro «Non si può rinunciare a valutare gli elementi che possono unirci – attacca De Sio – e allo stesso modo non si possono riproporre, in questa fase, i soliti schemi del centrodestra e del centrosinistra. È un errore politico perché certi automatismi non esistono più». Per la scelta del candidato a sindaco – anche se gli esponenti di Fdi preferiscono chiamarlo ‘federatore’ – la strada indicata è quella delle primarie, ovviamente di coalizione. Anche se il sogno nascosto, dal dopo-Ciaurro, è sempre quello: una personalità di spessore in grado di mettere d’accordo tutti.

La maggioranza Idee ribadite con forza anche da Marco Cecconi: «Il consenso potenziale c’è tutto – afferma -. Ciaurro al primo turno prese il 18% poi vinse al ballottaggio, lanciando il cuore oltre l’ostacolo. Nell’ultima tornata il sindaco ottenne solo il 45% dei consensi, meno delle sue liste. Segno che la maggioranza dei cittadini, oggi ancora più di ieri, invoca un cambiamento e questa è l’occasione per realizzarlo».

I cugini Impossibile allora non parlare delle scelte di Forza Italia. La ‘blindatura’ di Dario Guardalben – «persona rispettabile» chiariscono da Fdi – viene digerita a fatica. «Il problema è il metodo – spiega De Sio -. Non si può imporre un nome, senza avviare alcun tipo di confronto, per poi – di colpo – dirsi disponibili a ragionare sui programmi. È un controsenso. Prima bisogna pensare a costruire una coalizione, la più ampia possibile. E per dare vita all’unico progetto politico possibile in questa fase, serve un passo indietro da parte di tutti».

Bacchettate Alla classe dirigente locale, De Sio addebita un certo immobilismo: «È ora che batta un colpo. Ad ogni convegno incontro persone che si dicono stanche del sistema e della politica. Questa parte di città deve farsi sentire con una proposta forte. Il cambiamento non arriva soltanto piangendosi addosso». Intanto il comitato costituente del Nuovo Centrodestra, di cui fanno parte anche Eleonora Pace e Manuela Beltrame, si appresta a chiudere il tesseramento e ad aprire la fase congressuale che porterà al rinnovo delle cariche, attesa per la fine di gennaio: «Siamo presenti e strutturati sul territorio. Ora vogliamo consolidarci».

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