Leopoldo Di Girolamo

«Riprendiamo oggi  un cammino che si era interrotto il 3 maggio». Ha esordito così davanti al consiglio comunale il sindaco Leopoldo Di Girolamo. Si riprende dove si era innescata la crisi deflagrata all’interno del Pd e che ha rischiato di far cadere il governo cittadino: il bilancio di previsione 2011. Dopo oltre 20 interventi, il consiglio comunale ha approvato alle 20.50 di mercoledì il bilancio di previsione 2011 dell’Ente e tutti gli atti connessi con 23 voti a favore e 5 voti contrari. Otto gli emendamenti approvati, fra cui quelli recepiti dal sindaco dal gruppo dei “ribelli”.

Lista Baldassarre lascia l’aula «Nel corso della sessione di bilancio è stato chiesto dal capogruppo del Pd l’inversione nella presentazione degli emendamenti in modo da illustrare e votare per primo l’emendamento della maggioranza anziché quelli della minoranza che erano stati presentati precedentemente. La motivazione della richiesta aveva due scopi ed effetti: il primo di rendere inutile la discussione e votazione degli emendamenti dell’opposizione, il secondo di non far emergere eventuali spaccature nella maggioranza sugli emendamenti presentati dalla minoranza».  Lo hanno dichiarato in una nota i consiglieri della Lista Baldassarre. «La richiesta – si legge ancora nella nota – è stata messa in votazione in aperta violazione dell’Articolo 57 del regolamento che stabilisce che gli atti di indirizzo e gli emendamenti vanno votati nell’ordine di presentazione. Si è trattato di una grave violazione al regolamento, avallata dal segretario generale, che rendendo inutile la discussione e votazione degli emendamenti presentati dai consiglieri della Lista Baldassarre ha costretto questi ultimi ad abbandonare l’aula. Evidentemente il regolamento per il Comune di Terni è solo un riferimento che può o non può essere rispettato a seconda della convenienza della maggioranza. E’ triste constatare che la mancanza del rispetto delle regole rende impossibile il confronto democratico».

Novità non economiche ma politiche A fornire il quadro della situazione Di Girolamo nel suo intervento di martedì. «Al termine della crisi dello scorso mese – ha ricordato il sindaco – il consiglio ha approvato le nuove linee programmatiche.  La giunta ha ritenuto opportuno che quelle linee, quelle idee e quelle proposte venissero trasferite all’interno della relazione previsionale. In pratica la Giunta ha deliberato un emendamento in questo senso alla relazione.  Non ci sono variazioni di tipo economico, ma di carattere politico e decisionale». «Quello che proponiamo – ha spiegato il sindaco – è un rinnovato patto con la città per lo sviluppo e la solidarietà, con l’obiettivo di tenere insieme questi due assi, che noi pensiamo siano il cuore del programma della nostra amministrazione e della nostra maggioranza».

Pronto al confronto Di Girolamo si è detto pronto a confrontarsi «con le varie rappresentanze cittadine, promuovere le energie che sono presenti nella nostra città, sfruttare il nostro patrimonio pienamente, con prudenza e coraggio. L’aggiornamento programmatico disegna un’idea di città in cui il fattore del lavoro è un elemento fondante, non solo in maniera tradizionale, ma orientandolo verso la sostenibilità e le tecnologie, il settore dei materiali compositi e delle bioplastiche, quello delle energie rinnovabili, per le quali siamo oggi il sito di produzione più importante del Paese, e ancora quelli del riciclo e del riuso dei rifiuti, dell’agricoltura di qualità e biologica, puntando sui prodotti tipici».

Le linee guida «Vogliamo costruire una città eco-virtuosa ed eco sostenibile – ha aggiunto ancora il sindaco -, attraverso azioni che comprendono il bilancio ambientale, la nuova Ztl, nuove piste ciclabili, l’attivazione della metro di superficie, il recupero dei ritardi nel settore dell’adozione e della pratica del piano dei rifiuti, promuovendo la differenziata. Vogliamo che Terni resti una città fortemente solidale, con grande attenzione alle fasce più deboli. In quest’ambito, pur nella situazione di grande difficoltà economica in cui ci troviamo, non sono stati effettuati tagli lineari, ma settoriali: resterà l’attenzione verso gli anziani, i disabili, gli immigrati per la loro integrazione. La nostra continuerà ad essere una città amica dei giovani e delle donne risorse fondamentali per la vita della comunità».

Obiettivo crescita «Continueremo a promuovere una città ad alto tasso di sapere, mantenendo forte l’investimento sul polo universitario, sui centri di ricerca; mantenendo alta l’attenzione verso la scuola e sulla formazione permanente. Punteremo sulla diversificazione dello sviluppo – ha concluso il sindaco – con il sostegno al commercio ed al turismo, con particolare attenzione a quello sportivo e all’infrastrutturazione in questo settore, all’audiovisivo, al terziario avanzato».

I “ribelli” apprezzano Uno dei consiglieri “ribelli” del Pd, Valdimiro Orsini, è intervenuto dicendo che «il contesto in cui s’inquadra il bilancio di previsione in queste ultime settimane è cambiato, sia per la crisi economica che per la crisi politica. Quest’ultima – ha aggiunto – è nata da un confronto politico-programmatico sugli indirizzi, sulle strategie, che ci ha permesso di riallacciare il rapporto con la città. Il sindaco ha recepito alcuni nostri emendamenti politici come quelli che riguardano il sociale: c’era bisogno che il comune si riappropriasse degli indirizzi  relativi alla delega del sociale e mi sembra che si vada in questa direzione. Si è tenuto conto anche delle richieste per la gestione dei centri per minori, delle proposte per le aziende partecipate. Nel bilancio – ha detto poi Orsini – ci sono scelte chiare sul mantenimento di alcuni servizi essenziali, sul sociale e sulla scuola, mantenendo alta la qualità dei servizi, sulle facilitazioni per lo sviluppo di alcuni settori strategici come quello della chimica verde. Ora serve dare gambe a queste idee, a questi intendimenti».

Arricchimento Per un altro consigliere Pd, Giampiero Amici, «l’atteggiamento di alcuni consiglieri del gruppo del Pd, che hanno determinato la crisi, ha contribuito, alla fine, all’arricchimento delle nostre linee programmatiche, mentre dalla città è arrivato un messaggio chiaro d’incoraggiamento al sindaco a continuare sulla sua strada».

Duro l’atteggiamento dell’opposizione Per Stefano Fatale (Pdl) «dopo venti giorni di crisi il bilancio non ha colto lo slancio chiesto dalla città». Paolo Garofoli (Gruppo Misto) ha detto che  le nuove linee programmatiche, rispetto al bilancio non hanno portato alcuna novità concreta.  Per Enrico Melasecche (Udc) «parte del centrosinistra aveva sottolineato temi da noi sempre suggeriti. Ma se vogliamo innescare una marcia diversa occorre usare una metodologia completamente diversa: nelle dichiarazioni programmatiche andavano indicate date e risorse, con un approccio culturale e manageriale diverso».

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