La sede della Provincia di Terni (foto F.Troccoli)

Nuovo botta e risposta tra l’assessore alla Scuola Valeria Alessandrini e il Partito democratico comunale, dopo le polemiche sollevate dalla mancata partecipazione dell’assessore alla conferenza provinciale di programmazione scolastica. Per la Alessandrini «è tutto chiarito, non ero mai stata avvertita: il gruppo del Pd ha voluto strumentalizzare». La replica Dem: «E’ solo un’autoassoluzione».

La dirigente «La dirigente dei servizi educativi – spiega l’assessore – mi ha relazionato in maniera dettagliata e anche in forma scritta attraverso una nota nella quale si assume le responsabilità del mancato inserimento nello scadenzario della Direzione dell’invito pervenuto dalla Provincia lo scorso 29 agosto per la riunione del 4 ottobre. Dunque è accertato che personalmente non ero stata messa a conoscenza da alcuno di questa riunione alla quale è ovvio che se lo avessi saputo avrei preso parte come è mio dovere in rappresentanza dell’amministrazione. In più la dirigente scrive che ‘contrariamente a quanto affermato nella nota del Pd è inimmaginabile che l’assenza ad un singolo momento di confronto possa negare o inficiare il ruolo dell’ufficio e dell’ente su tali temi essendo i processi decisionali e di partecipazione ben più  articolati e complessi’. Infine come confermato dalla stessa dirigente nella prassi c’è sempre stata la buona abitudine che qualora si verifichi un’assenza non comunicata preliminarmente da parte di un soggetto istituzionale, anche in corso di riunione si procede a una telefonata di sollecito.  Cosa che in questo caso e solo in questo caso non è avvenuto. Mi meraviglia leggere stamattina le dichiarazioni del presidente della provincia Lattanzi che evidentemente si sente tirato in ballo. Gli faccio comunque presente per ulteriore chiarezza che la strumentalizzazione politica che ho denunciato è quella del comunicato del gruppo consiliare del Pd a Palazzo Spada, del quale fanno parte i consiglieri De Angelis, Orsini e Filipponi. Aggiungo che non sono comunque disposta a tollerare oltre e in alcun modo eventuali conseguenze improprie derivanti dalla sovrapposizione di ruoli e d’incarichi tra politica e amministrazione. Se le persone che ricoprono contemporaneamente incarichi amministrativi e politici non riescono a operare nella quotidianità distinguendo i diversi piani nell’esercizio delle loro funzioni, chiedo che ne traggano le dovute conseguenze rinunciando a uno di questi ruoli, per fare chiarezza nei confronti dei cittadini».

La replica del Pd «L’assessore alla Scuola – dichiara il gruppo in consiglio comunale del Partito Democratico – non ha chiarito un bel nulla, la sua assenza dalla conferenza di ambito territoriale scolastico rimane un atto grave, che non può essere scaricato sugli uffici, in quanto nella sua attività amministrativa dovrebbe ben conoscere il ruolo e l’importanza di queste conferenze al fine della programmazione scolastica così come dovrebbe essere edotta delle procedure alle quali occorre attenersi sia in fase istruttoria che nella fase della conferenza vera e propria. Ribadiamo che l’assenza dell’assessore ha tolto rappresentanza alle scuole ternane, costringendo la Provincia e l’ufficio scolastico provinciale a farsi carico delle decisioni da prendere per il territorio ternano. Decisioni comunque prese in piena concertazione con i dirigenti scolastici presenti, sottolineando una diversità di metodo  rispetto all’assessore. Ci risulta infatti che l’Alessandrini non abbia dato luogo ad alcuna forma di partecipazione con il mondo della scuola e in particolare i dirigenti, non abbia seguito le dovute procedure per trasmettere eventuali pareri che dovevano essere inviati alla Provincia, non abbia adottato atti amministrativi in tal senso. La nota autoassolutoria dell’assessore è oltremodo sgradevole perché vorrebbe  dettare persino presunte incompatibilità che non hanno alcun riscontro normativo e legale. E’ grave che un assessore comunale si senta nel dovere di determinare ruoli e funzioni di un altro ente. Il suo ruolo, anche all’interno del Comune, dovrebbe essere quello puramente di indirizzo politico lasciando gli aspetti gestionali ai tecnici che dovrebbero essere valutati per le loro capacita e competenze e non certo per le presunte idee politiche e per le eventuali amicizie personali».

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