di M.R.
«Membri di giunta e capigruppo di maggioranza sono costretti a lasciare la seduta per impegni». Questa la versione ufficiale, così come rappresentata dalla presidente dell’assemblea Sarah Bistocchi che ha sottoposto all’assise umbra la proposta di sciogliere anticipatamente i lavori del consiglio di giovedì, trovando la ferma opposizione della minoranza. All’ordine del giorno c’è la mozione di Enrico Melasecche (Lega) sul mantenimento delle due Usl; tema caldo e particolarmente sentito, già palesemente divisivo all’interno del Pd, come dimostrano le recenti prese di posizione. Intanto anche i consiglieri Maria Grazia Proietti, Stefano Lisci e Francesco Filipponi lasciano l’aula di Palazzo Cesaroni, il numero legale viene meno e la discussione sul punto sfuma nel nulla. L’argomento, come detto, è di quelli che scottano, come del resto tutti quelli sulla sanità e non manca infatti una seconda versione sulle ragioni della ‘fuga’ di alcuni esponenti di maggioranza: chi ha abbandonato l’aula pare volesse in realtà inviare un segnale politico alla governatrice Stefania Proietti. Il nodo sul mantenimento delle due Usl, in luogo a un’azienda sanitaria unica non sarebbe sciolto e anzi starebbe alimentando diffusi mal di pancia.
«Ancora una volta – è il commento delle opposizioni di fronte all’accaduto – la maggioranza di sinistra ha scelto di sottrarsi al confronto su un tema fondamentale per il territorio ternano e per l’intero equilibrio della sanità umbra. Oggi hanno abbandonato l’aula per impedire la discussione della mozione con cui chiedevamo impegni chiari alla Giunta sul mantenimento delle due aziende Usl distinte, sull’autonomia delle aziende ospedaliere di Perugia e Terni e sulla permanenza della sede della Usl Umbria 2 a Terni. Un fatto gravissimo – sottolineano – soprattutto perché già nel precedente Consiglio regionale avevamo presentato questo atto come mozione urgente, ma la maggioranza ne aveva impedito l’inserimento all’ordine del giorno. Di fronte a indiscrezioni sempre più insistenti su possibili accorpamenti, trasferimenti di funzioni e ulteriori centralizzazioni, ci saremmo aspettati trasparenza e assunzione di responsabilità. Invece assistiamo solo a silenzi e fughe dall’Aula. Gli umbri meritano di sapere quale futuro la giunta abbia in mente per la sanità regionale, per i servizi territoriali e per il ruolo di Terni all’interno del sistema sanitario umbro. Impedire il confronto istituzionale non cancella il problema, ma conferma che su questa vicenda esistono imbarazzi evidenti all’interno della maggioranza».
