di Marta Rosati
«Di Girolamo vai a casa», questo il leitmotiv del sabato pomeriggio in piazza Ridolfi, nel vero senso della parola visto il motivetto sulle note di ‘Bella ciao’.
La piazza dell’alternativa Un gigantesco tricolore, striscioni e bandiere di Forza Italia, Lega Nord e Fratelli d’Italia ma nel corso dell’evento il numero di partecipanti non dovrebbe aver superato le 200 unità. A fare massa non ha contribuito il M5s e se il partito di Fi al mattino si era schierato coi grillini alzando su loro gli scudi dagli attacchi di Piacenti D’Ubaldi, nel pomeriggio il coordinatore provinciale Sergio Bruschini non ha risparmiato loro la stoccata: «I partiti non sono lo sterco del diavolo, no fate come la Principessa sul pisello». In verità i Cinque stelle hanno scelto all’ultimo di non aderire solo per motivi organizzativi. Tra coloro che occupano i banchi dell’opposizione a Palazzo Spada, comunque, non c’era neppure Enrico Melasecche di I love Terni né Franco Todini di lista civica ‘Il Cammello’.
Palazzo Spada Sono invece intervenuti Giovanni Ceccotti di Unione Civica: «Noi ci siamo, speravo ci fosse più gente» e lo sfidante di Leopoldo Di Girolamo al ballottaggio Paolo Crescimbeni: «Questa politica metterà le mani nelle vostre tasche e per rimettere a posto i danni economici svenderà il vostro patrimonio, quello della città. Il Comune non è riuscito a contabilizzare spese di ordinaria amministrazione». Acclamato il consigliere regionale della Lega Nord Emanuele Fiorini ha detto: «Basta a questa sinistra! La voragine che si è aperta stamattina a piazza Valnerina è l’emblema di una Terni che sta sprofondando nei debiti e nei giochi di potere. Basta di pensare prima agli immigrati quando c’è gente che chiede di dormire nella sede del partito perché non ha più una casa».
Opposizione «Questa classe politica – ha detto ancora Fiorini – non è capace nemmeno di chiudere una buca. Oggi tante persone hanno risposto al nostro invito e sono pronte a mettersi in gioco. Grazie a voi che ci mettete la faccia». E poi giù con l’eleco di cose che non vanno: «Paghiamo la Tari ma i cassonetti chi li svuota? Siamo sommersi dall’immondizia. A Miranda ci dicono va tutto bene, credevo cittadini amplificassero la situazione invece non è così e il numero uno di Arpa Ganapini è stato convocato in Regione per fornire rilevazioni. Vogliamo parlare del consorzio Tns? Doveva progettare lo sviluppo delle imprese, è costato 40 milioni e non è mai partito».
Dimissioni del sindaco Per Forza Italia ha parlato il coordinatore provinciale Sergio Bruschini: «Avete idea di quanti sono 15 milioni di debiti fuori bilancio? La situazione è gravissima, questa amministrazione vi ha riempito di menzongne». A chiudere la giornata ci ha pensato il capogruppo di Fd’I in consiglio comunale Marco Cecconi, autore della rivisitazione di ‘Bella ciao’: «Questa è la piazza dell’alternativa. Il predissesto – ha detto – non è altro che un modo per congelare debiti e farli gravare sulle generazioni future, questa è la strategia della sinistra. Da qui oggi tre ‘No’: non vogliamo che resti Di Girolamo, non vogliamo che si perpetui il governo nazionale, non vogliamo farci ingannare dalla scheda del referendum. Piuttosto diciamo sì ad una città migliore».
@martarosati28
