Il Caos di Terni

di M. To.

Il centro destra ternano vuole discutere, in consiglio comunale, della «gestione della rete museale e della cultura a Terni». E ha presentato un atto di indirizzo, predisposto da Forza Italia e sottoscritto da tutti i consiglieri di minoranza, M5S escluso.

Lo ‘stato dell’arte’ I consiglieri del centro destra, per cominciare, ricordano che «il bando del 2008 prevedeva un affidamento quinquennale per 4 milioni e 106 mila euro, poi ridotti nel 2011del 20% per rispondere alle esigenze di razionalizzazione dei costi dovute dalle minori disponibilità degli enti locali» e che «la gestione della rete museale e la programmazione della cultura sono assegnati con gara europea all’Ati Atc e che, l’11 aprile scorso, la giunta comunale deliberò la proroga, per sei mesi, del bando di gestione della rete museale cittadina».

Le considerazioni Dal momento, però, che «la decisione relativa le modalità di gestione delle strutture (il Caos, Carsulae, l’Anfiteatro) e della programmazione culturale saranno oggetto di scelte dell’attuale amministrazione» e che «la proroga di sei mesi fu giustificata dalla volontà di non interrompere i servizi offerti da cinque anni e di lasciare ampio spazio di manovra e di valutazione all’amministrazione successiva», ritengono opportuno ridiscutere la cosa.

La trasparenza Nella programmazione economica di una città capoluogo, secondo il centro destra ternano, «la cultura, gli eventi e l’ impiego di importanti infrastrutture di valenza turistica e con forti potenzialità attrattive sono di certo elementi strategici. È pertanto necessario che le modalità gestionali e l’impiego di tali elementi strategici siano frutto di scelte che coinvolgano fortemente la città e gli ambienti interessati (anche privati) attraverso una valutazione trasparente ed approfondita».

I costi Oggi, insistono, «le esigenze di razionalizzazione dei costi per gli enti locali e nello specifico per il nostro Comune sono più stringenti del 2011 ed è pertanto indispensabile una valutazione del consiglio comunale anche sul mantenimento di esternalizzazioni oltre che sull’opportunità di riportare se ritenuto conveniente alcune gestioni in house».

La richiesta Da qui, a giudizio del centro destra, nasce l’esigenza di «attivare in sede di consiglio comunale un approfondito dibattito su quella che dovrà essere la modalità di gestione e programmazione della cultura, della rete museale e delle infrastrutture adibite a tali attività per i prossimi anni, coinvolgendo anche gli ambienti ed i soggetti privati interessati e operanti in questo settore» e a «discutere nella massima trasparenza l’opportunità di proseguire con l’esternalizzazione dei servizi suddetti ed eventualmente i criteri e le caratteristiche del nuovo bando evitando così scelte autoreferenziali ed esclusivistiche della giunta».

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