«Rimaniamo concentrati sul lavoro intrapreso, ho momentaneamente assunto le deleghe lasciate, nei prossimi giorni nominerò un nuovo assessore in base a competenze e attività da svolgere». Così il sindaco Leopoldo Di Girolamo conferma quanto già anticipato da Umbria 24, subito dopo le dimissioni dell’avvocato Cristhia Falchetti Ballerani mentre le opposizioni attaccano: «L’episodio è l’emblema della lotta interna al Pd».

Comune di Terni Il primo cittadino comunque non si scompone e guarda avanti; all’ormai ex assessore ha detto: «Grazie di cuore per il lavoro svolto in questi due anni di attività e per gli importanti risultati raggiunti, in particolare sul fronte del riordino della macchina amministrativa, operazione indispensabile per assicurare alla città una pubblica amministrazione comunale efficiente». Rispetto alla propria posizione ha aggiunto: «In queste ore l’amministrazione comunale è concentrata sulle vitali questioni amministrative aperte, stiamo lavorando anche oggi sul Piano di riequilibrio finanziario, sull’Area di crisi complessa, il Patto di sviluppo territoriale con la Regione; strumenti concreti per dare un futuro di qualità alla nostra città. Il lavoro va avanti su tutti i fronti, compreso quello delle opere pubbliche: domani sera ci sarà l’illuminazione della nuova passerella che attraversa la stazione ferroviaria, un’opera che intendiamo mettere a disposizione della città dal mese di novembre».

Opposizioni Certo però un assessore che si dimette dopo dieci giorni dall’ufficializzazione del nuovo assetto amministrativo non può passare agli occhi dell’opposizione come se nulla fosse accaduto e allora ecco che si scatenano le reazioni. Durissimo il capogruppo di I love Terni Enrico Melasecche: «Ballerani utilizzata solo per fare numero e mantenere equilibrio di genere, a dispetto di quelli di partito. Di Girolamo si vergogni e si dimetta, elezioni a primavera». Sulla stessa lunghezza Rifondazione comunista: «Le motivazioni addotte dall’ormai ex assessore non nascondono affatto lo scontro politico che attraversa la giunta e la maggioranza di Palazzo Spada. Come sempre a pagarne il prezzo sarà la città: Ballerani ha sottolineato il mancato rispetto degli impegni programmatici espressi ed il pressappochismo con cui deleghe ed obbiettivi amministrativi sono stati redistribuiti dal sindaco, esclusivamente frutto di faide interne al partito di maggioranza». Poi ancora: «Il Re è nudo – tuonano dal coordinamento di Sinistra italiana Terni -, è evidente la debolezza dell’azione messa in campo dal sindaco per affrontare i gravi problemi della città. Aldilà delle motivazioni formali fornite dall’assessore dimissionaria – insinuano –  è evidente infatti che queste sono frutto di una guerra interna che ha ormai superato i livelli di guardia».

Forza Italia «Esprimiamo sincero sdegno – è il commento del  coordinamento comunale di Forza Italia  -, la città di Terni non merita di vedere il suo nome associato a questa gestione irresponsabile da parte della giunta Di Girolamo. Un minimo di dignità, a fronte di una situazione contraddistinta da divisioni, paralisi, ripicche, lotte tra bande e partiti di maggioranza allo sbando, dovrebbe spingere all’unico gesto politicamente e moralmente accettabile ovvero un semplice ma doveroso passo indietro del sindaco. Qui la soluzione migliore rimane una e una soltanto e può essere sintetizzata con un’unica parola: ‘urne’». Il capogruppo in consiglio comunale Francesco Ferranti: «Nel modo più assoluto non credo che l’assessore Ballerani abbia maturato questa scelta in autonomia, il suo gesto evidenzia quello che io e il gruppo di Fi sosteniamo da tempo: la città è vittime di guerra tra bande e correnti del Pd umbro e invece di pensare a governare un territorio in crisi si scannano per una bassa lotta di potere e poltrone».

M5s «La giunta comunale si sBrega – ironizzano i Cinque stelle riferendosi all’area di appartenenza della Ballerani – e – proseguono – intanto sindaco e assessore al bilancio continuano la propria azione di accanimento contro la città. Il M5S diffida pertanto la giunta a disporre ulteriori atti finché non venga ripristinato il numero legale degli assessori indicato nello Statuto comunale. Faremo il possibile – annunciano – affinché chi ha gestito il potere in città ininterrottamente negli ultimi 17 anni, adesso che i nodi stanno rapidamente venendo al pettine, non riesca a buttare la croce addosso ad altri. Si chiama principio di responsabilità, fare buchi e poi chiamare il ‘serrate i ranghi’ non illude più nessuno neanche molti pezzi della maggioranza sempre più consapevoli del fatto che gli onori sono roba per pochi fortunati nel partito, mentre gli oneri vengono tranquillamente condivisi». A commentare anche il capogruppo del M5s in consiglio regionale, Andrea Liberati: «A Terni, in Comune, sono rimasti in quattro: le bugie hanno le gambe corte e adesso si tenta di mettere in strada una Giunta-coupé 2+2. Forse col coupé qualcuno pensa di potersi dilettare in acrobazie, divertirsi un po’, ma non pare affatto un mezzo idoneo alle vere sfide, né comodo, né utile per affrontare i lunghi e accidentati percorsi alle viste: l’incidente è fatalmente dietro l’angolo. E chi va a sbattere è di certo la città, in crisi di ideali e di prospettive, ma fortemente affamata di libertà e di nuove speranze, finora destinate regolarmente a bruciare sul sordido altare di affari & politica.
Terni si trova dinanzi a un bivio cruciale: bene che tutti i cittadini ne assumano piena coscienza per cambiare le cose loro stessi in prima persona, facendo ognuno la propria parte per rendere questa comunità un posto migliore. Mettiamo all’angolo lo sconforto: nostro onere riprenderci il futuro».

Fd’I e Lega Nord «Politicamente e finanziariamente a Terni l’unica vera area di crisi complessa sta dalle parti di Palazzo Spada – questo il commento del capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale, Marco Cecconi – e per questo restiamo assolutamente convinti del fatto che gli artefici del disastro non possano gestire la fase che ne consegue e debbano alla città, per decenza se non per senso di responsabilità, un passo indietro e dimissioni immediate». Arrivata anche la reazione di Federico Cini di Lega Nord: «Con la scusa del risparmio sui costi della politica, il sindaco ha commesso l’errore di caricare di competenze gli assessori rimasti, mettendo in difficoltà la sua stessa squadra. La Ballerani ha dimostrato onestà intellettuale – scrive il coordinatore ternano del Carroccio -, seppure distanti dalla sua visione politica siamo d’accordo sul fatto che il sindaco Di Girolamo ha commesso un grave errore. Non continui a farne altri, faccia la cosa giusta: si dimetta».

 

 

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