Il consiglio comunale

Nemmeno il tempo di nominare il nuovo presidente – Sergio Corradi è stato appena eletto al poso di Sergio Sbarzella – che Atc Servizi, e Atc Parcheggi, vengono avviate verso il «superamento», anche attraverso quelli che il consiglio comunale ternano ha definito «percorsi liquidatori».

La decisione L’atto di indirizzo approvato in consiglio chiede alla giunta di «internalizzare la gestione dei parcheggi di superficie, superando l’attuale modalità di gestione con una valutazione attenta delle modalità operative che dovrà comportare la definizione di un piano industriale, di un’attenta analisi costi-benefici e la disponibilità di risorse umane e di un assetto organizzativo capace di subentrare nella gestione con risultati netti migliorativi a favore del Comune».

I commenti Paolo Crescimbeni (Fi) dice che «una rondine non fa primavera ma, di fronte ad un evidente sperpero di danaro pubblico, la ‘granitica’ maggioranza ha acceduto alle tesi della minoranza», mentre Enrico Melasecche (IlT) spiega che «finalmente qualcosa si è mosso e si è aperta la disponibilità della maggioranza ad accedere a nostre richieste inserite in ben tre atti di indirizzo di cui stavamo discutendo. Si è giunti, finalmente, ad un atto unitario che accoglie in effetti gran parte delle nostre proposte, respinte per anni, che porteranno alle casse comunali risorse fresche ed importanti ed una semplificazione del coacervo delle società partecipate».

Tasse comunali e gestione museale Il consiglio comunale, però, ha anche approvato le nuove tariffe comunali – Imu, Tasi e Tari – oltre che il modello di affidamento in gestione del sistema museale. Due atti di indirizzo delle minoranze, che intendevano impegnare la giunta a valutare l’opportunità di proseguire nell’esternalizzazione dei servizi museali ed a discutere in consiglio i criteri e le caratteristiche del nuovo bando «evitando così scelte autoreferenziali ed esclusivistiche», sono tati respinti.

L’assessore L’assessore alla cultura, Giorgio Armillei, dice che «il bando che è in corso in questi giorni contiene una riduzione della spesa di circa il 18% rispetto al quinquennio precedente, rappresenta di per sé un risparmio oggettivo in termini di costi del personale rispetto a una gestione diretta, consente elementi di flessibilità e dinamicità che al momento non sono consentiti a una gestione diretta dell’ente pubblico. Così come è negli atti che il modello di appalto di servizi del comune di Terni per le sue strutture museali ha ricevuto attestati e riconoscimenti di buon governo da organismi di levatura alta come il ministero per la coesione territoriale e il ministero per lo sviluppo economico. Certo, resta attualissimo l’obiettivo di fare meglio. E il bando contiene gli elementi che possono portare in questi direzione».

Crepe nella maggioranza Valdimiro Orsini (Pd) ricorda che «l’organizzazione dei servizi pubblici locali è di competenza del consiglio comunale e nel bando c’è una previsione di spesa che impegna il bilancio dell’ente per cinque anni ed è il consiglio comunale che se ne deve occupare». Per questo Orsini dice di continuare a ritenere che le delibere di giunta in questione siano illegittime. Renato Bartolini (Pd) ha chiesto un approfondimento in commissione, sul quale ha convenuto anche Francesco Ferranti (Fi), ponendo però come condizione che la giunta fosse disponibile a stoppare i criteri già decisi per il bando. La richiesta del rinvio in commissione non è però stata accolta per questioni procedurali.

Tariffe Francesco Maria Ferranti (Fi) accusa: «In tutti i casi la maggioranza ha provveduto ad aumentare le tariffe nonostante i servizi offerti ai cittadini siano al quanto scadenti. Non ci si accontenta delle aliquote base del governo ma si compiono rialzi, anche per alcune fasce della Tasi, massimi (ovvero il 2,5 per mille). Per la Tares aumenti per ogni ambito e destinazione d’uso in un momento nel quale le imprese, le attività commerciali e le famiglie sono in difficoltà».

Caos Angelica Trenta (M5S) dice che «il nuovo bando – uscito in pieno agosto – è stato oggetto di critiche da parte del M5S sia per le criticità riscontrate in esso, sia per il mancato passaggio nell’attuale consiglio comunale o nella specifica commissione della questione in oggetto. Gli atti, le relazioni e i documenti forniti dai gestori del sistema dimostrano una gestione fallimentare o non certo entusiasmante del sistema da parte della società Indisciplinarte». Marco Cecconi (FdI) ricorda che «una parte importante e trasversale del consiglio comunale ha chiesto di rivedere il bando e se il problema è quello di spostare quindici unità all’interno dell’amministrazione (come detto dall’assessore; ndr), forse sarebbe il caso di valutare bene la questione nell’ambito di una riorganizzazione complessiva della macchina».

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