di M. R.

Cambiano i rapporti tra il Comune di Terni e la società partecipata Terni reti; o meglio, per ora c’è l’ok della terza commissione consiliare ma il tris di delibere predisposte dalla giunta dovrà superare la prova in consiglio comunale e il benestare dell’assemblea non sarebbe poi così scontato; di mezzo c’è l’Atc servizi in liquidazione e l’esposto di qualche Comune socio alla Corte dei conti. Male, perché la manovra da circa 3 milioni è la più significativa tra quelle effettuate per il bilancio stabilmente riequilibrato, che ha già incassato il parere favorevole dei revisori dei conti.

Terni Reti Nello specifico, con le modifiche al disciplinare tecnico-economico di esecuzione per la gestione dell’Aviosuperficie Leonardi il Comune pretende da Terni reti 650 mila euro dal 2019 al 2021; stessa cifra, per lo stesso arco temporale, per  la gestione del parcheggio interrato di San Francesco; nonché un 10% in più dai ricavi afferenti alla gestione dei parcheggi di superficie; tutte strutture un tempo in capo alla vecchia Atc servizi. La scelta, è bene sottolinearlo, non è unilaterale, o meglio, alla proposta di Palazzo Spada, la società ha risposto che «ad una prima analisi, lo sforzo economico che si richiede risulta compatibile con la permanenza dei propri equilibri di bilancio».

Atc servizi C’è un però e a portarlo sul tavolo della commissione è stato il consigliere del Pd Valdimiro Orsini che dubita  della regolarità tecnico-giuridica dei provvedimenti. Il dem ha sfoderato la lettera di un Comune socio di Atc servizi, società in liquidazione dal 2016 (col suo monte debiti), che denuncia ‘il mancato perfezionamento del passaggio di proprietà di reti, impianti e dotazioni patrimoniali e strumentali facenti capo all’aviosuperficie Leonardi e a tutto il resto, a favore del Comune di Terni. Palazzo Spada cioè avrebbe dovuto acquisire tutte le strutture del caso, ma non avrebbe mai proceduto a farlo. A certificarlo sono collegio sindacale e revisore legale della Atc.

Terni reti Tale situazione impedirebbe ad oggi la conclusione del processo di liquidazione, con conseguenze negative in capo a tutta la compagine sociale. Rispetto alle modifiche deliberate dall’esecutivo Latini, dirigente e funzionario competenti in materia hanno detto: «Riguardano esclusivamente la gestione delle strutture e non il patrimonio». La spiegazione ha convinto i consiglieri di maggioranza che in commissione hanno dato l’ok al tesoretto Terni reti da circa 3 milioni di euro. L’opposizione si è astenuta e la questione arriverà presto in consiglio. Stando all’osservazione di Orsini, è un po’ come se il comune chiedesse l’affitto per un immobile di cui non è proprietario.

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