di Massimo Colonna e Marta Rosati
Cristhia Falchetti Ballerani lascia la giunta. Sono confermate direttamente dall’assessore dimissionaria, le indiscrezioni choc filtrate mercoledì mattina da Palazzo Spada dove, non più tardi di una decina di giorni fa, il sindaco Leopoldo Di Girolamo aveva proceduto al rimpasto di giunta, tagliando quattro assessori e riassegnando le deleghe. In base ad alcuni rumors, poi confermati dalla stessa Ballerani, l’assessore non ha condiviso la scelta del sindaco di toglierle la delega al personale, assegnata poi all’assessore al bilancio, Vittorio Piacenti D’Ubaldi. E non solo. Non era allora del tutto casuale, forse, la sua assenza lunedì pomeriggio nell’ufficio del sindaco quando è stato presentato il piano di rientro economico dell’ente (gli altri membri di giunta c’erano tutti). Ora il sindaco deve provvedere a stretto giro alla nomina di un nuovo assessore donna per assicurare all’organo politico non soltanto il rispetto delle quote rose ma anche la composizione minima prevista dalla legge, ossia sei membri compreso il primo cittadino. Lo stesso Leopoldo Di Girolamo intercettato da Umbria24 ha dichiarato: «Assumerò temporaneamente le deleghe che avevo assegnato alla Ballerani». Sul possibile ingresso in giunta della Amati, della quale già si era parlato: «L’assetto del rimpasto – ha detto il sindaco – era stato condiviso e quindi concordato con gli assessori, strano che prima venga accettato e poco dopo respinto».
REAZIONI: SINDACO E OPPOSIZIONI
Le motivazioni della Ballerani «Stamattina – ha spiegato l’assessore in conferenza – ho rassegnato al sindaco le mie dimissioni irrevocabili. La mia scelta, del tutto personale, è maturata nelle ore successive all’affidamento delle nuove deleghe. In quella occasione non ho avuto tempo né mi è stato concesso per riflettere sulle conseguenze anche personale che il rinnovato incarico avrebbe comportato. Per rispetto delle istituzioni e per evitare problemi alla continuità amministrativa, pur avendo espresso già le mie perplessità sul nuovo incarico che mi si proponeva, ho comunque accettato. Da qui la riflessione e la mia decisione postuma».
Il progetto iniziale La decisione dell’ormai ex assessore, che ora torna dunque a lavorare esclusivamente nel suo studio di avvocato del lavoro, oltre alla sua carriera politica all’interno del Pd, deriva anche dal fatto che la linea della giunta al momento del suo ingresso, ossia nel 2014, di fatto è stata snaturata con l’uscita di tutti i tecnici dall’esecutivo. «Nel 2014 accettai con slancio la proposta del sindaco di far parte della sua nuova squadra di assessori che lui stesso voleva esprimessero una voce diversa, non squisitamente di provenienza politica, per contribuire al suo disegno di rinnovamento che partisse proprio dalla composizione della giunta stessa. Conferiva a me un mandato legato alle mie professionalità e alla mia esperienza lavorativa chiedendomi di occuparmi soprattutto delle risorse umane del Comune e di formulare un nuovo disegno organizzativo dell’ente. Tutto ciò nell’ottica di far sì che la mia presenza fosse legata appunto al suo disegno politico di affidare a ciascuno dei propri assessori compiti riconnessi esclusivamente alle proprie specializzazioni. Ora l’assegnazione improvvisa a nuovo e numerose deleghe assegnatemi in ambiti per me del tutto nuovi, a margine di due anni di lavoro e ad altrettanti al termine della consiliatura, fa venire meno il senso e la motivazione che mi spinse nel 2014 ad accettare l’incarico, mossa dalla volontà di mettere a disposizione la mia professionalità per contribuire all’attuazione del programma elettorale del sindaco».
«Decisione personale» «Sono scelte del tutto personali – prosegue la Ballerani – che rispondono solo a me stessa e a nessun altro. Oltre alle questioni personali, ritengo che questa scelta di caricare oltremodo di lavoro un assessore, su materie anche lontane alle proprie specifiche competenze, porti a un serio rischio di insuccesso con ripercussioni e danni soprattutto all’amministrazione e alla città. Sono convinta che amministrare al meglio il bene pubblico non possa essere assoggettato alle logiche della riduzione dei costi della politica che dovrebbe saper scegliere i compartecipi solo in quanto capaci di dare un contributo all’azione amministrativa e non in base a risparmi dei costi, specie se rischiano di far cadere nell’improvvisazione. Non è oltretutto mia intenzione mantenere l’incarico per garantire il numero legale minimo che il regolamento impone per la costituzione della giunta, né per garantire la percentuale delle quote rosa. Ritengo che il sindaco non avrà difficoltà a trovare una donna che mi sostituisca. Per quanto riguarda il mio futuro politico, continuerà a partecipare attivamente alla realizzazione dei progetti del Pd. La scelta di iscrivermi è stata anche questa una scelta del tutto personale motivata dalla convinzione che l’impegno politico è impegno civico, che può essere fornito anche senza sedere in posti di rappresentanza. Ringrazio il sindaco per avermi accordato la fiducia e per avermi concesso l’opportunità di vivere un’esperienza professionale e umana comunque formativa».
@tulhaidetto e @martarosati28
