Lo hanno votato in 18, mentre in 10 lo hanno bocciato. Il bilancio consuntivo del Comune di Terni – duramente contestato nei giorni scorsi dalle minoranze di centro destra – è così stato approvato.
Mascio Con il presidente del consiglio, Giuseppe Mascio, che ha votato a favore, ignorando le indicazioni della lista che lo ha eletto – ‘Progetto Terni’ aveva proposto l’astensione e del suo partito, il Pdci; mentre l’altro consigliere del gruppo, Luigi Bencivenga, era assente; come Bartolini e Orsini del Pd – e con posizioni cristallizzate nel dibattito in aula: con la maggioranza sostanzialmente schierata a difesa del bilancio consuntivo e le minoranze fortemente critiche nei confronti del documento contabile.
I revisori Andrea Cavicchioli (Pd) ha ribadito, replicando alle polemiche dei giorni scorsi e a quelle registrate in aula, che «i revisori hanno espresso un parere favorevole a questo conto consuntivo: sarebbe dunque paradossale che il consiglio comunale votasse contro», facendo poi notare che «il conto consuntivo rappresenta un atto sul quale il consiglio comunale non ha grandi margini di manovra, a differenza di quello di previsione che dovrà essere approvato entro settembre».
Il futuro Faliero Chiappini (Cittàperta) ha sottolineato che «le indicazioni dei revisori devono essere le basi per affrontare le criticità. Dobbiamo determinare una condizione affinché ci sia una governance sulla gestione dei servizi, sui rapporti con le partecipate e si pongano le basi per far ripartire lo sviluppo del territorio»
«Bilancio preoccupante» Enrico Melasecche (IlT) ha bocciato il documento contabile: «La città di Terni non attrae più nessuno, i giovani scappano, l’amministrazione non ha idee e il conto consuntivo rispecchia questa situazione: un bilancio tutt’altro che tranquillizzante, l’immagine di una città sciatta, con una giunta che non se ne preoccupa. Le amministrazioni precedenti hanno speso molto, ma molto di più di quello che avrebbero potuto: oggi servirebbe una giunta forte coraggiosa determinata, capace di uno strappo rispetto al passato».
«Gestione scorretta» Per Paolo Crescimbeni (FI) c’è stata una «scorretta gestione dei residui attivi in bilancio: ci sono milioni di euro portati in attivo che non potranno mai essere riscossi». Per lui i il conto consuntivo presenta dunque delle «gravissime anomali e approvare questo bilancio è un atto di grande irresponsabilità».
«Amministrazione immobile» Per Valentina Pococacio (M5S) «la discussione in corso oggi in consiglio comunale è identica a quella sull’approvazione del consuntivo dello scorso anno, con gli stessi rilievi, le stesse criticità. L’amministrazione, dunque, è rimasta sostanzialmente ferma, causando un danno a tutta la comunità. Il Comune è incapace di riscuotere i propri crediti e di conseguenza non riesce a pagare, oppure lo fa indebitandosi”.
Le censure Marco Cecconi (FdI), ha ammonito la Giunta perché «non continui a nascondere la spazzatura sotto il tappeto. La somma delle censure mosse dai revisori totalizza carenze strutturali molto gravi. E allora la domanda è: rimosse queste distorsioni, quale sarebbe il risultato finale? Quale bilancio – finalmente veritiero – ne verrebbe fuori?».
«Diseconomie» Franco Todini «Il Cammello), nel suo intervento ha sottolineato come «prima ancora dei fattori tecnici che pure presentano criticità, sul conto consuntivo ha influito negativamente una carenza di governance della città, che ha creato disservizi e diseconomie, a partire dalla gestione delle esternalizzazioni».
«Tirare a campare» Per Francesco Ferranti (FI) «si prosegue sulla strada del tirare a campare; non si razionalizzano i costi improduttivi, ma si cerca di mantenere la capacità di spesa, con l’aumento, per quanto possibile, dell’indebitamento pro capite dei cittadini e continuando a utilizzare in maniera non corretta la partita dei residui. Non c’è traccia, invece, di una riflessione sugli investimenti per il rilancio e lo sviluppo della città».
«Terremo conto» Il consiglio ha anche approvato un atto d’indirizzo (18 a favore, 8 contrari) illustrato dal presidente del gruppo del Pd Andrea Cavicchioli e sottoscritto da 17 consiglieri della maggioranza, nel quale si legge che «preso atto della relazione dell’organo di revisione e delle conclusioni sulla stessa riportate, nelle quali si attesta la corrispondenza del rendiconto alle risultanze della gestione e si esprime parere favorevole per l’approvazione del rendiconto», si «invita il sindaco e la giunta a porre in essere tutte le azioni e tutti gli atti diretti a dare seguito e concreta attuazione nel rispetto della normativa applicabile, alle considerazioni, proposte e osservazioni dell’organo di revisione».
