Filippo Taddei

Nella prossima legge di stabilità verrà mantenuto il provvedimento degli 80 euro e, qualora ci siano le risorse, il governo potrebbe ulteriormente ridurre le tasse. Lo ha spiegato il responsabile economico del Pd, Filippo Taddei, a margine del Meeting Confesercenti, in corso a San Martino in Campo.

Gli 80 euro «Sostanzieremo il provvedimento degli 80 euro – ha detto Taddei – che equivale a 10,6 miliardi. Stiamo poi ragionando di fare un intervento in più che dipenderà dal reperimento di ulteriori risorse». Se le risorse ci saranno, Taddei ha ipotizzato tre tipi di interventi di riduzione fiscale: «Estensione del provvedimento degli 80 euro», ad esempio per le famiglie numerose, «un ulteriore intervento sull’Irap» oppure «un intervento sui contributi sociali». «Al momento – ha precisato Taddei – voglio rimarcare che si tratta di ipotesi. Potrei fare ciascuno di questi tre interventi, ma sono in grado di attivare ulteriori risorse? Su questo il premier Renzi sta lavorando in questi giorni. Faremo il possibile – ha concluso – se sarà possibile».

Cottarelli «Sugli 80 euro non si torna indietro, è per sempre» – ha continuato -. Il piano per il reperimento delle risorse per la conferma dell’intervento «c’è già – assicura Taddei – e la base è il lavoro di Cottarelli sulla revisione della spesa», anche se poi la decisione su quali capitoli intervenire è «politica». Ad esempio, ha precisato Taddei, «si è deciso di non intervenire sulle pensioni». Sulla possibile estensione, come ha dichiarato ieri il viceministro Morando, una delle ipotesi è alzare la soglia massima di reddito per le famiglie numerose. «Ci stiamo ragionando – ha chiosato Taddei -. La preoccupazione principale in questo momento è fare il lavoro più serio possibile sul reperimento delle risorse aggiuntive».

Risparmi su spesa corrente «La sfida nella prossima legge di stabilità è raggiungere risparmi di spesa corrente di almeno 15-16 miliardi di euro». Ma ciò deve avvenire, ha sottolineato Taddei «senza scardinare lo stato sociale perchè noi siamo il Partito democratico». Il responsabile economia del Pd ha fatto l’esempio dei costi standard nella sanità. «Risparmiare sul costo di una siringa – ha detto – non vuol dire ridurre i servizi ai cittadini». «Se alla fine avremo scardinato il welfare – ha aggiunto – vuol dire che avremo fallito. Ma noi siamo sicuri di riuscire ad attivare risparmi preservandolo perchè questo è l’unico modo per sostanziare il taglio delle tasse sul lavoro e sulle imprese».

No errore Imu «Per stabilizzare gli 80 euro bisogna evitare l’errore fatto con l’Imu». «Un intervento spot – ha aggiunto Taddei – che non venne bilanciato da un intervento sulla spesa e poi la tassa e’ riemersa sotto altro nome». Sempre riguardo alla tassa sugli immobili, Taddei ha precisato che «Imu più Tasi nel 2014 avranno un gettito di circa il 10 per cento inferiore rispetto all’Imu nel 2012».

Confesercenti «A meno di un eccezionale recupero nei prossimi mesi, anche il 2014 sembra destinato ad essere un anno nero per il commercio e per il turismo». E’ quanto sostiene Confesercenti, che durante l’ultimo giorno del suo Meeting annuale a San Martino in Campo, diffonde i numeri su aperture e chiusure nei primi 8 mesi dell’anno. Considerando tutti i comparti d’attività del settore (commercio in sede fissa, ambulanti, alloggio e somministrazione) tra gennaio e agosto il saldo di imprese è negativo per 24.167 unità. In media, ne sono sparite per sempre circa 100 ogni giorno. «I nostri settori stanno ancora attraversando una fase molto difficile – afferma Marco Venturi, presidente Confesercenti -. Non sorprende: dal 2007 ad oggi in media ogni famiglia ha perso 4.400 euro di potere d’acquisto, un crollo che si e’ pesantemente riflettuto sui consumi. Anche quelli turistici: quest’estate, complice il maltempo, le attività ricettive hanno perduto 1,2 miliardi di fatturato rispetto al 2013». «L’auspicio – aggiunge – che lancio in occasione dell’Ecofin di oggi, è che dall’Europa arrivi un segnale forte e non ambiguo che confermi la necessita’ di sostenere la crescita. Non solo in Italia, ma in tutta Europa: perdere altro tempo, in queste condizioni, significherebbe – conclude Venturi – inchiodare l’intera Unione europea ad una pericolosissima situazione di stagnazione e deflazione».