Raffaele Nevi (Fi) porta in commissione sanità lo scontro aperto tra Spoleto e il direttore generale dell’Asl Umbria 2, mentre Marco Squarta (Fd’I) prepara un’interrogazione sul caso della tubercolosi in classe. I due consiglieri regionali mercoledì hanno annunciato interventi sui due caldi e delicati fronti per la città del Festival.
Nevi porta in commissione sanità lo scontro col dg Fratini In particolare il consigliere ternano di Forza Italia chiede a Palazzo Donini di «chiarire in modo definitivo cosa vuol fare dell’ospedale di Spoleto, perché – scrive – la riorganizzazione della rete ospedaliera regionale deve essere attuata dai direttori generali, ma le scelte strategiche non possono che competere alla politica e quindi all’assemblea legislativa». Il riferimento è tutto rivolto alla mozione di sfiducia al dg Sandro Fratini votata all’unanimità dal consiglio, un paio gli assenti in aula, su proposta dei capigruppo di maggioranza Zefferino Monini e Gianluca Speranza. «Su Spoleto – dice Nevi – si ha l’impressione di navigare a vista con chiacchiere di tutti i tipi che si susseguono nel tempo e ciclicamente investono le varie comunità. Il fatto che un’intera assemblea – sottolinea poi il consigliere – prenda la pesante posizione che ha preso impone una riflessione e un approfondimento da parte della Regione e per questo – è l’iniziativa politica – invierò una richiesta al presidente della commissione sanità Attilio Solinas di convocare l’assessore Luca Barberini per fare chiarezza e capire quale sarà nel futuro l’identità e la funzione dell’ospedale spoletino all’interno della rete ospedaliera regionale».
Barberini: «Candidature al vaglio» Sulla bocciatura somministrata all’unanimità al dg Fratini è intervenuto nel tardo pomeriggio l’assessore Barberini: «I direttori delle strutture complesse, i cosiddetti primari, sono nominati nel rispetto della recente normativa nazionale, cioè con legge Balduzzi del 2012. Non spetta quindi ai politici l’onere della scelta, ma a un’apposita commissione composta da professionisti competenti e autonomi, sorteggiati da un elenco nazionale. Per ciò che attiene la valutazione dell’operato e la scelta dei direttori generali – aggiunge l’assessore – sarà responsabilità della presidente della Regione Umbria, dell’assessore competente e della giunta regionale considerare le candidature avanzate a seguito del bando emesso e conclusosi il 24 settembre, tenendo presenti i singoli percorsi professionali, le esperienze e i curricula letti, alla luce del modello di sanità che intendiamo realizzare».
Squarta interroga Barberini su caso tubercolosi L’assessore Barberini sarà poi destinatario dell’interrogazione annunciata dal capogruppo di Fratelli d’Italia Marco Squadra che chiede di far chiarezza sul caso della tubercolosi e relativa positività rilevata tra maestre e bimbi iscritti a una scuola elementare di Spoleto. In particolare Squarta scrive: «L’assessore regionale alla sanità spieghi quali iniziative sono state adottate in passato e verranno messe in campo nei prossimi mesi per studiare, affrontare e bloccare la diffusione dei casi di contagio da tubercolosi che si sono registrati in una scuola primaria di Spoleto, affinché l’episodio non si verifichi anche in altri contesti. Chiediamo che Barberini – conclude – proceda con una attenta verifica dell’operato della Asl per verificare e valutare l’azione di contrasto del contagio attuata dalla stessa azienda, che stando ai numeri finora emersi non sembra aver avuto tratti di eccessiva efficacia». Il caso della tubercolosi in classe è approdato anche in consiglio comunale con il vicesindaco Maria Elena Bececco che ha comunicato di aver convocato un tavolo tra dirigenti scolastici e Asl per avere un quadro più chiaro e valutare eventuali iniziative.
«I direttori delle strutture complesse, i cosiddetti primari, sono nominati nel rispetto della recente normativa nazionale, cioè con legge Balduzzi del 2012. Non spetta quindi ai politici l’onere della scelta, ma a un’apposita commissione composta da professionisti competenti e autonomi, sorteggiati da un elenco nazionale. Per ciò che attiene la valutazione dell’operato e la scelta dei direttori generali – aggiunge l’assessore – sarà responsabilità della presidente della Regione Umbria, dell’assessore competente e della giunta regionale considerare le candidature avanzate a seguito del bando emesso e conclusosi il 24 settembre, tenendo presenti i singoli percorsi professionali, le esperienze e i curricula letti, alla luce del modello di sanità che intendiamo realizzare».

Oltre all’ospedale di Spoleto si dovrebbe chiedere cosa sta facendo per l’ospedale di Orvieto ove regna ormai costante sotto numero di organico…infermieri ed Oss. ..e dove certi concorsi come quello per i coordinamenti sono alquanto discutibili e affollati di ricorsi.